Evangelisti che stan sul cazzo. Io mi sto, e me ne vanto.
In questa crisi mistica che sto passando, più comunemente chiamata adolescenza, mi ritrovo a dover fare troppe cose. Troppe cose, la maggior parte delle quali inutili (qualcuno ha detto scuola? tranne matematica, storia, filosofia e un po’ fisica sarebbe da buttare) e che mi portano via del tempo che, neanche a dirlo, sarebbe speso più proficuamente solo stando sopra il cesso a meditare della fame del mondo. Perché la fame del mondo, o si stravolge completamente il nostro sistema economico, o non scomparirà mai. Quindi è futile pensare a dei rimedi.
Dandoci a bestia di serendipity (si scrive così?), ha fatto capolino questo post, che mi ha -per un breve attimo- provocato quella strana sensazione che ti porta inevitabilmente ad aprire gli occhi in maniera del tutto innaturale. Dice che gli stanno sul cazzo i blogger che scrivon sul loro spazio come se dovessero inventarsi un nuovo vangelo. Son d’accordo.
Io scrivo così, io sto scrivendo un vangelo in queste pagine. Ci mancherebbe, se così non fosse probabilmente non aprirei nemmeno l’editor per spiccicare qualche riga.
Io mi sto sul cazzo.
L’unica cosa che non mi sta sul cazzo è Hurley, di me.
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