Sep
02

Che palle ora bayle parla quasi solo di tumblr, e a me quei cosi non capisco qual è il loro senso

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Ho la crisi dello scrittore. Ho la crisi del tumblrer, mi sa. Fatto sta che pure io come molti altri (e sapete benissimo di chi parlo, per dio) scrivo più poco sul blog e mi diletto col tumblr, con Hurley.

E m’è venuta in mente una cosa bella brutta, bella perché l’ho pensata io, brutta perché è una triste verità. L’avete in mente gli spoiler? Se no quando uno ti racconta il finale o certi particolari di un film, una serie tv, e ti rovina tutto lui ti sta dicendo uno spoiler. Ora, che cavolo, i tumblr sono i peggiori spoiler al mondo, perché se fatti bene, non trovi neppure più gusto a leggerti i post del feedreader, che qualcuno t’ha già fatto notare qual è la parte più bella.

Uffa.

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Aug
27

Se dovessi scegliere, il tumblr.

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Ci sono blogger che hanno scritto un libro. Altri, perfino, hanno scritto un libro sul blog, portando sulla carta stampata quei pochi bit scritti, in precedenza, e pubblicati su un anonimo dominio *.blogspot.com.

Da tempo, a mio avviso, il modo in cui si usa un blog è cambiato, non radicalmente questo è certo, ma una sottile differenza si intravede: tutto ciò che occupa meno di una riga, se il blogger in questione ne è dotato, viene trasferito dal blog al tumblr. Succede così che, sempre più spesso, scompaiono gli articoli che per scriverli su un quaderno ti sarebbe bastato l’inchiostro che rimane appiccicato al tappo delle Bic, quelle cancellabili. E magari, con un piccolo sforzo di parsimonia, ti sarebbe pure avanzato, così ci scrivevi anche un secondo post.

Non che il tumblr io lo disprezzi, tutt’altro. Dato che non riesco a esprimere ciò che veramente penso, o perlomeno non lo descrivo alla perfezione, e altri molte volte lo fanno (seppur inconsciamente) anche meglio di quanto io stesso potrei esserne capace, considero il mio tumblr alla stregua di un mio piccolo diario personale scritto non da me. Però è mio, perché ci metto quel che scelgo io.

Così, mi viene spontaneo da dire, che io finalmente un motivo per tenere un tumblr l’ho trovato, me ne compiaccio, il tumblr serve infatti esclusivamente a esser poi ripubblicato in un libro. Perché se mai mi decidessi a scrivere un libro, dove posso scegliere di copiare o l’intero contenuto del blog o l’intero contenuto di Hurley, a me, verrebbe spontaneo indirizzarmi sulla seconda alternativa.

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Jul
31

I sei gradi di separazione

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Ho trovato un nuovo social network, non il solito clone di twitter ma questa volta qualcosa di diverso: si tratta di un sito che si prefigge lo scopo di verificare se veramente tutte le persone del mondo si conoscono attraverso i famosi sei gradi di separazione.

Come tutti i social network è in beta privata, però potete ottenere un invito semplicemente collegandovi all’indirizzo del mio account: http://www.openpeople.us/invitation/bayle.

Non ho mai fatto pubblicità, di questo genere, sul mio blog, però mi pare che questa “iniziativa” non sia poi così insensata.

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Jul
29

2.0 per tutti su radio 2

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 Mi limito a segnalare, ché non mi sento di aggiungere nulla.

Domani alle ore 21.00 su Radio 2 durante la trasmissione “Versione Beta” saranno ospiti Markingegno e il Gigicogo.

Cosa ci vanno a fare? Semplicemente a presentare il progetto 2puntozeropertutti che da un po di mesi stiamo portando avanti.

http://2puntozeropertutti.wordpress.com
è un tentativo di far collaborare i blogger per rendere il linguaggio della blogosfera semplice e comprensibile a tutti.

Lo slogan del blog è infatti: la logica e gli strumenti del web 2.0 parlando “come si mangia”!

I blogger coinvolti, per ora, sono i seguenti:
* Diego Petrucci blog
* Il blocco-note di Markingegno
* Mentelab
* Sachacatalano
* Succedeacatepol
* Techandroses
* Webeconoscenza

Che dire, guardate di essere presenti. ;)

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Jul
28

Tumblr e nicchie

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Sarà il momento, ma mi ritrovo ancora a parlare di quelle strane creature che sono i tumblr. L’altro giorno (ier l’altro, mi pare) m’è spuntato il collegamento tra i ruoli tra i vari tumblr e google. Matto mi direte, ma un piccolo - e forse nemmeno così piccolo - collegamento c’è. Perché i tumblr, come google, non hanno contenuto autoprodotto, segnalano solo del contenuto. Mentre però l’uno è costante, tratta di tutto senza variazioni adatto sia ad un pubblico di nicchia che ad uno più generale l’altro è solo focalizzato su una determinata nicchia.

Può sembrare strano, ma secondo me i tumblr (e non il tumblr, uno specifico), sono la naturale evoluzione della coda lunga di google. Un tumblr presenta sempre contenuto aggiornato ma mai proprio, come ho già detto, e quel contenuto è quasi sempre incentrato su una determinata nicchia. Un selettore. Un filtro, come ce ne sono molti nella coda lunga. Solo che questo filtro è umano, questa la sua più grande qualità, non è infatti un preciso (e prevedibile) algoritmo ma il risultato degli “sforzi” di una persona che ha sentimenti e prova emozioni, influenzabile quindi ma soprattutto imprevedibile.

Va che queste sono solo mie considerazioni, però non mi sembrano così errate. Anche se in una certa maniera diverse da quelle che espressi poco tempo fa.

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Jul
18

Come installare GelatoCMS per avere un Tumblr sul proprio host

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Ecco la prima guida per installare l’ottimo CMS GelatoCMS, per avere il proprio tumblr su di un host personale e soprattutto averne il pieno controllo, cosa non possibile con il sito tumblr.com.

I passi da seguire sono semplici e veloci, eccoli qua:

  1. Scarica e scompatta il pacchetto da questa pagina.
  2. Crea un database sul tuo server e annotati tutti i dati come userid e password.
  3. Rinomina il file config-sample.php togliendoci la parte “-sample” in modo che diventi config.php.
  4. Apri proprio il file config.php con un semplice editor di testo e inserisci i dati del tuo database. *
  5. Fai l’upload dei file di Gelato CMS sul tuo server nella cartella desiderata. (esempio: miosito.it/tumblr/)
  6. Avvia lo script d’installazione andando alla pagina install.php. (esempio: miosito.it/tumblr/install.php)
  7. Dai i permessi CHMOD 777 alla cartella uploads. (esempio: miosito.it/tumblr/uploads)


È tutto qua, ora Gelato CMS è installato e funzionante!

*
I valori da cambiare sono quelli evidenziati in grassetto:
<?php
// MySql configuration
define(’DB_Server’, ‘[server]‘); // Il nome dell’host, ad esempio localhost
define(’DB_name’, ‘[database]‘); // Il nome del database
define(’DB_User’, ‘[userdb]‘); // L’username MySQL
define(’DB_Password’, ‘[dbpass]‘); // La password dell’utente messo prima
define(’Table_prefix’, ‘[tableprefix]‘); // Il prefisso delle tabelle, gelato_ va benissimo

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Jun
26

Ehy si parla di Tumblr da queste parti!

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Ora che il furore è passato, almeno parzialmente, ho un paio di domande da farvi sui Tumblr. Prima però, riepiloghiamo la situazione: i tumblr sono oramai una realtà assestata tra molti blogger (penso non vengano usati dai non-blogger, però smentitemi pure), sono tantissimi quelli che ne hanno aperto uno e praticamente tutti loro aggiornano il proprio spazio costantemente. Perché? Perché esiste un comodo bookmark che si aggiunge alla barra dei segnalibri e permette di far tutto ciò di cui si ha bisogno per Tumblrare con un solo click. Comodo e versatile, quindi.

Detto ciò, passiamo alle domande, ché mi girano in testa già da un po’. Primo, chi legge i Tumblr altrui? Io dico nessuno, o perlomeno una percentuale sicuramente inferiore al 10%. Magari leggete gli appunti di pandemia, phonkemeister, ma sono comunque tutti tumblr di blogstar già affermate. Ad esempio il mio Tumblr conta la bellezza di 0 lettori. Non pensavo così tanti ma è la verita. Forse l’unico esente da tutto questo è .Questo non è un blog. ma lui non conta perché è stato il primo (o tra i primi) a usare bene questo strumento.

Ora che siete caldi, passo alla seconda domanda: ma un Tumblr serve veramente? Risponderete in coro che serve, ma parliamoci chiaro. Un tumblr serve in quei cinque secondi in cui sei folgorato da una frase, un video o un’immagine. Poi finisce tutto li. Avete mai provato, tanto per dire, a ricercare un qualcosa su un Tumblr? È praticamente impossibile trovare ciò che si vuole. Quindi un Tumblr è praticamente un buco nero vestito con abiti eleganti, secondo me.

Io ho dato le mie risposte, ora sta a voi. Fatevi sentire.

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Jun
25

Quali servizi 2.0 utilizzo? (catena)

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Prima di tutto: quello che mi ha passato Sid non è un meme, ma una catena.

Comunque, mi si chiede di elencare i servizi 2.0 che utilizzo, eccoli qua:

  • Comunicare: MSN, Google Talk, Skype, (IRC ma non è 2.0), Twitter
  • Ricerca: Google, Blogbabel
  • Rss Reader: Google Reader
  • Bookmark: Del.icio.us
  • Statistiche: Google Analytics, Feedburner, LLOOGG, Reinvigorate
  • Immagini e Video: Flickr, Youtube
  • Musica: Last.fm
  • Blog: Wordpress, MyBlogLog, Tumblr
  • Cataloghi: aNobii
  • Eventi: Dopplr

E come ogni buona catena va passata, quindi sentiamo: Ninna till the end, Ivan_mez, Kromeboy, Sbontolo, Corpos Mentis, Pippawilson.

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Jun
12

I video che mi fanno compagnia

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L’altro giorno, magicamente, è comparsa una nuova cosuccia, frutto delle menti di HTML.it e che fa, in sostanza, video tematici su ogni argomento possibile immaginabile.

L’altro giorno, con un briciolo di curiosità, mi son messo a guardare alcuni di quei video: ho visto quello su Ubuntu, quello sui motivi per passare al Mac e ieri quello sui motivi per non passare al mac. Ora, prima di tutto c’è da dire che sono ben fatti, nè troppo specifici nè troppo generalisti: fatti bene, l’ho già detto.

Non è di questo che voglio parlare però. È che questi video, che io ho incominciato a guardare l’altro giorno, mi fanno compagnia. Perché c’è, inevitabilmente, qualche momento in cui sono preso dallo sconforto, non posso uscire, ho finito i feed e i twitter sono noiosi. Così mi metto a guardare quei video, con quella signorina che muove affannosamente la testa a destra e a manca, con quell’omaccio serio serio che ti spiega i vantaggi del software libero, come ho già detto, mi fanno compagnia.

Altro che barcamp, questo è il futuro. [n.b. Frase volutamente sarcastica]

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May
28

Tumblr e autorevolezza

Ora che gli spazi (o blog) tumblr stanno prendendo piede, possiamo cominciare a parlarne un po’, non è che farò una digressione di venti pagine, ma qualcosina se ne può dire.

Prima di tutto bisogna chiarire una cosa, fondamentale per capire il post e commentarlo: se non usi o non sai cosa sono i tumblr, salta pure questo articolo e passa ad un altro blog, qui si parla di una cosa di nicchia!

Allora, dicevo che voglio parlare di tumblr. È, secondo me, il fenomeno dell’anno, subito dopo Twitter. Sembrava che in pochi potessero usarlo, ma sempre più gente si crea uno spazio su tumblr.com, anzi, diciamo che sempre più blogger si creano uno spazio, chi per un motivo e chi per un altro.

Ora, non credo che abbiate bisogno di una descrizione di cosa sono i tumblr e cosa fanno, perché assumo che sappiate già tutto. Il fulcro della questione è un altro. Secondo voi, come possono essere giudicati questi oggettini? Parlo di autorevolezza e importanza.

Per me, come avrete già capito, non sono granché migliori di un semplice bookmark: ci si segnalano testi video e immagini, ma non c’è grande contenuto (oltre a quello scopiazzato) e non c’è valore aggiunto. E dato che nel tumblr ci si segnalano cose di interesse prettamente personale, i lettori possono essere solo coloro che sono interessati proprio a quella nicchia. Niente altro. Un tumblr, per le sue caratteristiche, può essere seguito da una ristretta cerchia di persone. L’esaltazione della coda lunga, diranno alcuni. Si, certo. Ma ricordatevi che di sola coda non si vive, ci sono fin troppi esempi: tanto per citarne uno, ricordate MP3.com?

Quindi, secondo il mio modestissimo parere, i tumblr non sfonderanno mai, come non ha sfondato mp3.com. È una questione di audicence. Non fraintendetemi però, voglio dire che non ci potrà mai essere un tumblr ai vertici di qualche classifica, ad esempio blogbabel (per vertice voglio dire Top100).

E voi, cosa ne pensate?

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May
17

Comunicazione di servizio => Twitter

Si ricorda, gentili utilizzatori di Twitter, che domani 18/5 dalle 00:00 fino alle 23:59 si userà solo il plurale maiestatis come sorta di ribellione alla “lotta” tra l’uso della terza persona e la prima.

Si ricorda, inoltre, che la decisione di usare la 4a persona, appunto il plurale, è scaturita dal fatto che 1a (persona) + 3a (persona) = 4a (persona). Semplice, no? Se non lo fosse, leggete qua (che scrivon meglio di me).

La giornata, anche grazie a Boliboop, ha un nome: Twitter Maiestatis Day

CHI PARTECIPA:

1. GPessia (l’ideatore)

2. bayle (cioè noi, lol)

3. boliboop

4. sibberio

5. catepol

6. tommyonweb

7. Mescaline

8. dadokkio

9. chutzpah

10. MatteoMoro

11. joshavox

12. Stefigno

13. macweaz

14. daniele3957

15. ivan_mez

16. Biagio

17. RedPill

18. gmthedoc

19. ziomacz

20. Elena

21. Feba

22. cristianconti

23. Albo

24. lordzarcon

25. Ezekiel

26. Blublog

27. miziomon

28. chicco

CHI NE PARLA:

GPessia, Boliboo, Sibberio, Matteo Moro, Delymyth, Chiccodisale, Catepol, lordzarcon

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May
13

Twitter-blog, possiamo farlo insieme

Avevo in mente già da tempo di aprire un blog monotematico su Twitter sullo stile di Twitter Facts e cos’ ho fatto: ho appena registrato il dominio Twitter-blog.com e tra un po’ sarà già operativo.

Ora, la prima cosa che voglio chiarire è che, nonostante il blog sarà completamente in italiano, ho deciso di prendere un dominio .com perché per ora - a mio avviso - la procedura per gli .it è ancora troppo macchinosa e sinceramente non ho voglia di perdere tempo inutilmente in cose che dovrebbero essere pressoché immediate.

In secondo luogo, stavo pensando di rendere il blog multi-autore, penso infatti che una sola persona non riesca a cogliere tutti gli aspetti di questo fantastico strumento così chiunque voglia scriverci sopra sarà ben accetto, con l’unica condizione di parlare di Twitter. Mi sembra facile, no?

Ora, se sapete qualcosa che pensate possa servirmi prima di avviare il blog ditemela, accetto volentieri consigli suggerimenti o quant’altro. Ma più che altro mi piacerebbe che qualcuno si proponesse per scriverci sopra, fatevi avanti.

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May
05

Le 5 regole non-ufficiali di Twitter

Ecco 5 semplici regole da seguire per essere un buon Twitter.

1) Usa una buona foto
Prima di tutto guardiamo qualche esempio. Ecco dei buoni esempi:
good
Ed ecco alcune foto sbagliate:
good
Noti la differenza? Prima di tutto, su Twitter parli di cosa STAI facendo. I twitters devono poterti vedere! Non deve essere necessariamente un tuo primo piano, ma non prendere neppure un’immagine a caso.
In secondo luogo, se non hai senso artistico, chiedi ad un amico di aiutarti. Magari potrebbe aiutarti un designer o un fotografo?

2) Non rispondere a chi non ti ha nella lista dei contatti
Questo è semplice, anche se in molti lo fanno. Forse pensi che ci stai comunicando, ma se non ti segue e te gli rispondi semplicemente lui non ti può leggere. Fai solo la figura dello stupido. Quindi, smettila di scrivere messaggi così: @Luca Conti oppure @Andrea Beggi. :)
3) Continua una conversazione il meno possibile
Qualche “@” vanno bene, ma non ne mettere un migliaio di fila. 5 al massimo, se hai bisogno di parlare ancora con quella persona inviagli un messaggio privato. Altrimenti nessuno riuscirebbe più a seguire il filo del discorso.

4) Se non hai senso artistico, non farti il tema della tua pagina personale
Perfavore non mettere la foto della tua famiglia in vacanza come sfondo. Se non sai cosa stai facendo, lascia stare. Il tema di Twitter è già carino di per se. E poi, nessuno riuscirà a leggere il tuo nome se come sfondo hai messo tuo zio ciccione! :)

5) Non scrivere messaggi troppo lunghi!
Sai che hai solo 144 caratteri a disposizione per ogni messaggio, quindi non scriverne di lunghi: la sintesi è tutto. Ricorda che le URL vengono ridotte in automatico grazie a tinyurl, ma se hai bisogno di più sintesi puoi affidarti a urltea.com. Ha anche una bookmarklet!

Se riconosci che queste regole siano sensate, sentiti libero di aggiungermi ai contatti.

[Libera traduzione di: 5 Unofficial Twitter Rules]

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May
05

The long tail, la spiegherò (in inglese) ai miei coetanei

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Maggio: tempo di decisioni, tempo di valutazioni; almeno per me, che vado sempre a scuola, dato che siamo alla fine dell’anno scolastico e rimane da fare quella che io chiamo “la tirata finale”, ovvero massimizzare e concentrare l’impegno in un lasso di tempo ’sì breve da far esplodere la testa.

Detto questo, che mi pare importante, anche se non probabilmente molti non la penseranno così, passo al fulcro, a dove voglio puntare (il titolo spiega già tutto): stamani il mio carissimo prof d’inglese, carissimo lo dico preso dalla disperazione, ci ha assegnato un compito -facoltativo-, ovvero spiegare un argomento a piacere per una decina di minuti a tutta la classe, ovviamente rigorosamente in inglese.

Ora, di motori (brummmm!) non saprei parlare, di calcio non sarei così ferrato, le donne sono un tabù, così ho deciso di trattare un tema a me caro, “La Coda Lunga”, più conosciuto come The Long Tail. Bene, il mio compito è semplice, devo assimilare il più possibile concentrando le informazioni per poterle rispiegare ad un folto ;) pubblico in dieci minuti, ma soprattutto la cosa più importante, a mio avviso, è che le devo spiegare a degli ignoranti in materia. (Facile spiegarlo ad un barcamp, eh!)

Così, come sono solito da qualche tempo a questa parte, chiedo a voi dell’aiuto. Se avete qualche bookmark salvato, se vi ricordate di qualche pagina che parla della Long Tail, se c’è qualche libro fornisce delucidazioni, segnalatemelo. Ve ne sarò grato per tutta la vità. :)

Poi, come da copione, pubblicherò il risultato sotto Creative Commons cosicché tutti ne possano usufruire. Ammesso che ce ne sia qualcuno, qualche temerario… :D

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Apr
29

Web 2.0 e democrazia: connubio o forzatura?

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Nicola Mattina ha presentato un’interessante slide sul fatto di quanto veramente sia democratico il web e da dove si debba ispirare la vita reale per migliorarsi.

Lui diceva che finalmente, con i blog, le wiki e i social network, si è realizzata la vera democrazia: tutti possono infatti diventare hub partendo praticamente da zero, solo con proprie forze. Non è difficile infatti creare un blog e se si scrive bene a lungo andare si viene premiati: non è raro infatti trovare blogger che si sono imposti all’attenzione di tutti in poco tempo cominciando a essere seguiti intensamente da vaste schiere di “fans” (perdonatemi il termine).

La presentazione era però concentrata sulla possibilità di equiparare la democrazia di oggi al web2.0, o il contrario, che dir si voglia. Comunque lui abbinava strumenti come social network al nostro peso nella vita reale su amici e parenti, la democrazia stessa che si basa su una sola regola: tutti possono esprimere la propria opinione, quindi si può collegare a strumenti quali wiki e blog. Insomma, secondo lui il web2.0 è la democrazia perfetta, la sua vera apoteosi.

Gaspar, invece, a slide finita è intervenuto dicendo che tutto questo non è vero: sia nella vita reale che su internet non tutti hanno lo stesso peso, quindi non si può parlare di democrazia perfetta in nessuno dei casi. Inoltra diceva che la democrazia non è il frutto di varie visioni del mondo, ma è in sostanza una mediazione tra interessi contrastanti. Quindi è un mero compromesso, senza molti pro e con un buon numero di contro.

Io, per dire la mia, sono d’accordo con Nicola. Non è lo scopo di una sana democrazia attribuire a tutti i cittadini un peso uguale, anzi, la democrazia stessa sprona chi ne fa parte a migliorarsi per portarsi un gradino sopra gli altri. E, nonostante io non approva del tutto (anche se in gran parte), la democrazia deve essere necessariamente questo, altrimenti si cade nel comunismo.

È proprio il comunismo di cui parlava Gaspar, infatti in esso tutti gli individui (teoricamente) devono avere lo stesso peso e potere, diversamente dalla democrazia e dal suo sistema economico, il capitalismo.

Basta guardare il famoso Sogno Americano: gli americani sono fermamente convinti che tutti possano diventare qualcuno, anche se partono dal niente. Ed è questo il vero spirito democratico. Che poi la maggior parte delle volte stiano meglio i figli di papà che quelli che si fanno due palle quadrate per vivere è un altro discorso.

Tutto qui.

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