Mar
29

Pausa ;)

Yaab       Share This    Trackback

Sono abbastanza impegnato in questi giorni e non riesco a trovare un pochino di tempo per scrivere qualcosa sul blog, spero di tornare “operativo” tra qualche giorno…Diciamo che Lunedì probabilmente ricomincierò, però non prendete questa data come sicura.
Ciao e grazie a tutti voi. :)

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Mar
26

Contest e affini, il caso John Chow

SEO / SEM       Share This    Trackback

John Chow, uno dei più famosi blogger del mondo (149esimo nella classifica di Technorati) ha da qualche tempo deciso di offrire un link gratis a chi linki il suo blog con le keyword make money online in una recensione.

L’idea non è del tutto nuova perché già tanti blogger hanno deciso di fare qualcosa di simile, si passa dai contest di Lotek (con un iPod video come premio) a quello di Napolux passando per le Fonere regalate da Il Fornaio e tanti altri.

Tutti, più o meno, hanno una particolarità in comune: sono una sorta di baratto, ovvero il blogger regala un qualcosa (iPod, link, libri e altri oggetti) a un partecipante del contest (di solito scelto a caso), in cambio di un link che può essere sia in un post che nel blogroll.

Queste iniziative hanno avuto un grande successo in Italia e continuano a spuntarne sempre di nuove anche se il ritmo si è abbassato, penso che la stessa cosa sia successa anche in tutto il mondo e l’iniziativa di Jhon Chow è proprio la conferma a ciò che dico. Il suo non è un vero e proprio contest, infatti non c’è un solo vincitore, anzi, si può dire che vincono tutti quelli che vi partecipano perché lui restituisce il link a tutti quelli che gli fanno una recensione nel quale compaia almeno un link al suo sito con le keyword make money online.

Jhon dice di fare questo per sottolineare l’importanza che rivestono gli anchor text nel lavoro del SEO, io approvo e anche se a prima vista possa sembrare il contrario sono felice che ci siano cose simili perché da un lato vengono mostrati bug (o debolezze) degli algoritmi dei motori di ricerca come Google o Technorati, dall’altro sono ottime fonti di ispirazioni per iniziative di marketing.

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Mar
24

Fede, quante fesserie

Politica       Share This    Trackback

In Italia si cresce, di solito, con una educazione cattolica passando dall’ora di religione a scuola all’incontro settimanale col catechismo, dai giornali infarciti di notizie politico-cattoliche alla Messa, e così via…

Fino ad ora ero convinto che tutto ciò fosse cosa giusta (pur essendo io ateo), ma ora mi sto ricredendo sempre più e sto cominciando a credere il contrario grazie anche al libro di Odifreddi: Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici).

Ma partiamo dall’inizio. Tutti oramai accettano la teoria del Big Bang e anche la Chiesa la riconosce, tuttavia si legge ancora il Genesi dove, come tutti sanno, si racconta di Adamo ed Eva e li si impone ai bambini come verità. Mi sembra che qualcosa non quadri, o no?

Questo però è solo un esempio di contraddizioni nella Bibbia, gli fanno compagnia tanti altri. Il fatto è però che in questi ultimi tempi la Chiesa si sta fortemente intromettendo sul tema dei DICO ponendo come base del loro ragionamento un’interpretazione di una frase del Libro Sacro. Fin qui nulla di male, se quello stesso libro fosse corretto eticamente in tutte le sue parti. E invece no, perché voglio ricordarvi che sulla Bibbia si parla soprattutto di morte, di riconquista della Terra Santa con la violenza, di razzie e di persecuzioni.

Altro esempio facile facile: Dio crea tutti gli uomini, ma perché sceglie solo gli ebrei come popolo eletto? Poi, perché se gli ebrei uccidono, sterminano interi popoli (donne e bambini compresi), si scopano le sorelle e fanno prostituire le vergini va bene e se invece gli Egizi li ospitano nel loro territorio per il primo errore degli stessi Egizi tutti i loro primogeniti maschi vengono uccisi?

Quindi, sono favorevole a togliere l’ora di religione dalle scuole, ai DICO, a smontare e distruggere la Chiesa ed infine a crescere i bambini con istruzione atea, non religiosa. Nessuno escluso.

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Mar
23

Ritorno al passato… ;)

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Non ho tempo di scrivere in questi giorni, forse domani abbozzerò qualcosa. Intanto sto seriamente pensando di ricominciare a programmare (ho una piccola, ma veramente piccola, esperienza con Python), ma sono totalmente indeciso su quale linguaggio scegliere.

Per prima cosa vorrei cimentarmi un po’ nei linguaggi usati per fare (di solito) applicazioni stand-alone, tipo Python, C, Java, etc.; però imparare PHP, XHTML (so che non è un linguaggio di programmazione ma fa niente) non mi dispiacerebbe.

Ve lo chiedo a voi, che mi consigliate? Soprattutto con un occhio di riguardo al futuro, ad esempio linguaggi (semi) morti come il Pascal non mi servono a niente, proprio niente.

Già in anticipo grazie delle risposte. ;)

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Mar
21

20 Ways to be an Idiot Blogger that No one likes

Humor       Share This    Trackback

Oramai su ogni blog, almeno una volta, è stato scritto un articolo su come diventare milionari, come fare successo, come diventare playboy e tutte queste cose, quindi perché non concentrarsi sul contrario, ovvero: Come diventare un blogger idiota come nessuno mai prima d’ora in venti semplici punti

1. Non spendere più di 20 minuti del tuo tempo a scrivere sul tuo blog. Mai.

2. Non informarti su ciò che stai per scrivere, parla e basta senza curarti di capire un po’ come sono realmente le cose. Se proprio devi leggere qualche blog assicurati che il blogger in questione abbia già letto questa guida. ;)

3. Formatta gli articoli in modo da avere tra 50 e 50000 parole e NON USARE MAI punti di sospensione, paragrafi e linee vuote, soprattutto ricordati NIENTE IMMAGINI Le persone odiano tutto questo, come il dover leggere cosa scrivi perché ti senti speciale, una blogstar per capirci.
4. Attrai visitatori dicendo che avete delle informazioni scottanti. Dopo, all’interno del post, dite che non potete dire niente perché il vostro accordo di non divulgazione non ve lo permette.

5. Non modificare niente. Non ricontrollare il tuo lavoro. Dì la stessa cosa più volte, ripetendola fino alla morte.

6. Sii contento che nessuno ti linka e nessuno parla dei tuoi articoli.

7. Usa almeno il 50% del tuo tempo che dedichi allo scrivere per spiegare perché la blogosfera è come la stanza degli studi di registrazione (quelle rinchiuse in se stesse senza contatto con l’esterno).

8. Pensa che le persone si interessino alla tua vita. Scrivi del tuo gatto, il più possibile, cura i dettagli, parla del suo pelo e dell’amore che provi per lui. Fai capire al mondo che hai un sesto senso derivante dal possedere un felino, quindi sei migliore degli altri per i lavori informatici. Se qualcuno osasse commentare parlando dei LORO gatti arrabbiati spiegando che il tuo blog è sul TUO gatto, non sui LORO.

9. Fai capire ai visitatori che non hai un cervello, scrivi solo di notizie vecchissime e straparlate.

10. Spendi meno tempo a pensare ai titoli dei tuoi articoli che a quello che usi per spegnere il pc.

11. Non chiedere aiuto e consigli da amici e familiari che capiscono l’argomento prima che tu ne scriva a riguardo.

12. Non essere mai d’accordo con i blogger e tutte le persone - anche se significa auto-contraddirsi (anche più volte al giorno) - .
13. Scrivi su come diventare famoso coi blog e avere migliaia di visitatori (e dimentica di menzionare che per fare ciò bisogna stare a giornate sui computer e diventare topi da laboratorio).

14. Crea un blog sulla religione e/o sulla politica e sii talebano, ovvero parla della tua religione/fede politica come fosse l’unica e la perfezione.

15. Assicurati di spettegolare di tutte le persone che vivono con te, i tuoi compagni di scuola, i dipendenti della tua stessa azienda, i familiari. TUTTI devono conoscere i dettagli delle loro vite!

16. Non avere senso dell’humor.

17. Promuovi il tuo blog spammando in quelli degli altri. Manda anche trackback a più articoli possibili, privilegiando le blogstar.

18. Scrivete di tutte le vostre frustrazioni circa gli amici, la famiglia, il vostro capo, e tutti i loro segreti, perché le altre persone non saranno in grado di capire di cosa stiate parlando.

19. Non commentare costruttivamente gli altri blog fino a che non dovrai spiegare perché ti DEVONO linkare. Assicurati di non linkare altri blogger e/o siti (sennò mi va via il PageRank!).

20. Anticipa sempre le news un giorno prima di quando ne parlerai e poi dimentica di parlarne fino a quando non diventano così vecchie che tutti le conosceranno.

Libera traduzione dell’articolo: How To be an idiot blogger that No one likes, un grazie particolare a P|xeL che mi ha aiutato a tradurre alcuni passi ostici dell’articolo.

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Mar
20

Bored

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Sono stanco di scrivere, stanco di dover essere sempre sulla cresta dell’onda, stanco di dover necessariamente scrivere di ciò che i top-blogger vogliono (e decidono), stanco di tutto.

Sono stanco di leggere blog prima interessanti che diventano, una volta raggiunta la popolarità, terribilmente noiosi. E sono in tanti a fare così, fin troppi.

Sarò pure io noioso a ripetermi, ma la blogosfera italiana sta diventando sempre più, parafrasando Fantozzi, una cazzata mostruosa. Un bagno di umiltà, ecco cosa servirebbe. Me compreso.

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Mar
16

Perché non si deve scrivere un articolo al giorno

Blogging       Share This    Trackback

Il titolo è provocativo, ma penso che spieghi bene il concetto che vorrei condividere con voi: secondo me, non si deve mai e poi mai avere l’obbligo di scrivere su di un blog, altrimenti da buoni scrittori si diventa creatori di fuffa. Si fuffa, è la parola più giusta.

Spesso mi capita di leggere buoni blog, scritti da persone competenti che sanno il fatto loro e presentano contenuti interessanti, ma succede anche che queste persone sentano il bisogno di acquisire sempre più popolarità e visitatori e così cominciano a dipendere dal successo e a scrivere - perdonatemi il termine poco etico - di cazzate.

Il futuro di questi pseudo-scrittori (o pseudo-blogger, che dir si voglia) è già prematuramente segnato: scrivendo buone cose si guadagna popolarità, ma se si entra nel pericoloso circolo vizioso di cui ho parlato si può anche smettere di scrivere, tanto una volta fatto il danno non è proprio facile recuperare.

Con questo non vorrei pormi a voi come il moralizzatore, ma consigliarvi di scrivere solo quando davvero ne sentite il bisogno e non per diventare famosi, ascoltatemi perché tutto questo l’ho già sentito sulla mia pelle. E fa male, molto male.

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Mar
14

La guerra dei cloni

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logo tuovideo.itTante parole si sono sprecate su uno degli ultimi post di Marco Camisani Calzolai e dato che qualcuna in più non farà di certo male, ecco il mio commento a quel post (in attesa che venga approvato):


Marco, starò pure ripetendo ciò che in tanti hanno già detto, ma mi sembra che tu abbia interessi prettamente personali in questo sciocco patriottismo (sciocco ed inutile), una sola cosa, perché non ti è mai venuto in mente prima di lanciare tuovideo?
Poi, chiaramente, si usano i prodotti migliori, non quelli di origine italiana, certo sono contento se un bel prodotto è italiano e lo comprerò, ma di certo se trovo una maglia fatta da cinesi uguale ad una italiana e che costa tre volte meno non mi faccio scrupoli e prendo quella d’importazione, ci mancherebbe altro.

Spero di essermi spiegato con questa metafora, se non l’ho fatto pace, chi ha orecchi per sentire capisca.

La situazione è questa: Marco, dopo aver lanciato il clone italiano di Youtube, comincia a parlare di un patriottismo e di una autarchia del web italiano, cioè dovremmo solo navigare, visitare ed utilizzare siti/servizi italiani. Mi pare che ci sia un grandissimo conflitto di interessi, o sbaglio?

Aggiornamento: se volete leggere un altro articolo a mio avviso molto interessante andate sul blog di Roberto Dadda.

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Mar
11

Di lettura su internet

L’esperienza di tenere e mantenere vivo un blog, come quella di leggerne ogni giorno, è sensazionale. Penso che sia un valore aggiunto dato alla persona, non tanto atto ad elevarne la cultura ma più a rendere più attivi, freschi, un vero elisir per rimanere giovani. Tutti sappiamo che la blogosfera non è come i tradizionali media, non c’è infatti un piccolo nucleo di “produttori” ma il concetto stesso di distribuzione dei contenuti viene smontato, distrutto, tutto questo grazie alla proliferazione dei blog stessi e l’immensa quantità di contenuti specifici (e non) prodotti da ogni angolo della blogosfera, il media non è più il trasmettitore (la rete televisiva per capirci) ma il media diventa la popolazione stessa, ovvero noi.

Questo però lo sapete già, io mi vorrei concentrare su un altro aspetto peculiare e caratteristico di internet e della blogosfera: la ricezione dei contenuti.

C’è chi, per essere informato, si approccia nel modo più sbagliato possibile: si limita a leggere le notizie da qualche sito di informazione e finisce tutto; internet non è stata creata per questo e per questo non è diventata famosa. Il focus si sposta quindi fra quelli che leggono quotidianamente un tot di fonti, diciamo più di una decina, e quelli che vogliono avere il pieno controllo tenendosi informati da un numero innumerevole di fonti come ad esempio ho fatto io per alcuni mesi leggendo notizie e articoli da più di 300 blog.

Da poco tempo ho deciso di mutare il mio approccio all’informazione
, leggo infatti un numero non troppo alto di blog (circa 120-130) conscio che se qualcosa di valido venga scritto o creato al di fuori di questi venga comunque a mia conoscenza tramite il meccanismo che sta alla base di internet, la meritocrazia. Sono dell’opinione che questo sia il miglior approccio, ma non ne sono ancora del tutto convito.
Quindi, chiedo a voi: Come vi tenete informati? Se usate Feedreader, quante fonti avete? E come mai proprio quel numero?

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Mar
10

Rugby, evviva la nazionale

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Non è da tanto tempo che seguo il rugby, ma mi sono reso conto che è tutto un altro mondo rispetto al calcio, sono puliti, sportivi, leali e bravi. Abbiamo una nazionale presa per il culo da mezzo mondo, ma che ti insacca delle belle vittorie completamente inaspettate.

Mi sento di dire una sola cosa: Grazie ragazzi, avete scritto una nuova pagina nella storia del rugby italiano.

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Mar
08

Ma voi, i giornali di carta li leggete sempre?

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Pongo questa domanda, mi aspetto delle risposte.

giornale di cartaPerché nonostante io sia cresciuto a pane e web e dedichi perlomeno un’ora al giorno a leggere i miei feeds, mi fa piacere sfogliare le grigiastre e stropicciate pagine del Corriere della Sera, ma soprattutto mi rilassa. Mi rilassa perché mi consente di isolarmi dal mondo esteriore ed allo stesso tempo avere a disposizione tutto il mondo, li fra le mie mani.

C’è chi pensa che sia meglio e più facile leggere da internet, io approvo ma non del tutto. Seguo costantemente un paio (o tre) argomenti, ma più in la del mio giardino non ci vado, e questo è male; a dir la verità penso che questo sia il bello e il brutto della tematicità di ogni fonte, si approfondisce un argomento e si arriva a spogliarlo di tutti i dubbi e le perplessità che abbiamo ma poi è sempre la stessa solfa, si legge sempre delle stesse cose fino all’esasperazione. Sarebbe bello anche avere un’infarinatura generale, come fa il giornale generico, per fortuna.

E qui ritorno alla mia domanda iniziale, ma voi i giornali di carta li leggete sempre? Sia che li leggiate sia che non li leggiate rispondete, sono curioso di conoscere le vostre risposte. La mia l’ho già detta, ora sta a voi.

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Mar
07

Aboliamo il canone Telecom, insieme possiamo farcela

Internet       Share This    Trackback

Scopro da Divario Digitale, il blog dell’associazione Anti Digital Divide, che è stata creata una petizione per chiedere l’eliminazione del canone Telecom, ritenuto una “tassa” ingiusta e un semplice sovrappiù per aumentare a dismisura il fatturato della stessa Telecom.

Riprendo una parte della lettera aperta destinata alle autorità competenti per farvi capire meglio di cosa sto parlando:

Telecom giustifica la richiesta del canone del canone telefonico, come quella del canone addizionale sulla linea solo dati, con la necessità di manutenere ed ammodernare la rete Telefonica. Bisogna però ricordare che la rete è stata costruita dallo stato, attraverso i contributi dei cittadini e che il costo di questa è stato ammortizzato da anni. Purtroppo all’atto della privatizzazione, si è venduta in blocco tutta la rete, mentre la struttura portante sarebbe dovuta rimanere statale, inoltre prima Colaninno poi Tronchetti Provera, hanno acquistato Telecom-TIM attraverso offerte pubbliche d’acquisto(OPA), cioè senza sborsare una lira/euro e indebitando pesantemente la società.

Gli alti canoni, sia quelli telefonici che quelli adsl, sono serviti e servono sopratutto a ripagare i loro debiti e non a manutenere o ammodernare la rete, infatti circa il 15-20% delle centrali non possono erogare i servizi adsl per la presenza di apparecchiature limitanti, come mux e ucr targati Sip, vecchi di decenni che rendono “incerto” anche l’utilizzo del telefono, inoltre i doppini (quelli che Telecom dice di voler manutenere) in molti casi non riescono a raggiungere la velocità di 1mbit, sintomo non proprio di una frequente manutenzione e ammodernamento della rete. In una intervista televisiva l’AD di Telecom Riccardo Ruggiero, ha affermato che il canone telefonico è necessario, facendo l’esempio che se una persona chiede una linea sul Monte Rosa, anche se poi da quella linea fa solo una telefonata l’anno, Telecom è costretta a portargliela ugualmente. Bisogna ricordare che Telecom percepisce dallo stato un rimborso per la fornitura del servizio universale, inoltre i clienti pagano 150 euro di allaccio nel caso la linea da attivare si trovi nella zona urbana, in prossimità della centrale telefonica, altrimenti la cifra sale di molti euro.

Beh, mi sembra chiaro: il canone non ha più senso di esistere da quanto la Telecom è diventata un’azienda privata, quindi da un bel sacco di tempo, troppo direi. Vi prego tutti di firmarla e chi ha i mezzi, come i blogger, di diffonderla il più possibile al fine di fargli raggiungere il più alto numero di firme possibili. Inoltre, la segnalerò anche a Beppe Grillo, sperando che dall’alto della sua fama faccia alzare un bel polverone.

Vi ripeto: se ne avete voglia, parlatene, se non ne avete limitatevi a firmarla, ma qualcosa fatelo. Basta anche parlarne con la moglie, magari citare la petizione a quella vecchietta che (s)parla di/con tutto il paese, il risultato sarà assicurato… :)

Risorse utili:

1. La petizione da firmare;
2. Il sito ufficiale dell’associazione Anti Digital Divide;
3. Il blog “Divario Digitale”.

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Mar
07

Quanti e quali servizi Web 2.0 usate?

Web 2.0       Share This    Trackback

È da tanto temo che mi gira in testa questa domanda, secondo me se ognuno scrivesse una lista con i servizi “web2.0″ che usa si potrebbero fare delle belle scoperte, ma soprattutto utili. Non penso che sia tanto faticoso e per questo vi invito tutti a farlo, sia scrivere i nomi e basta che aggiungere una piccola descrizione che spieghi meglio a cosa serve quel determinato servizio o sito.

Per dare il buon esempio, comincio io: :)

1. Del.icio.us: credo sia il più conosciuto al mondo, permette di salvare i propri preferiti su un loro server e assegnarli delle determinate parole (tag) per ritrovarli più facilmente in seguito.
2. Digg: non è un vero e proprio servizio, ma uno strumento per segnalare le news che si reputano più importanti. Ogni tanto traggo ispirazione da questo per scrivere i miei post.
3. Reddit: simile a Digg, ma più orientato verso certi aspetti, compresa la programmazione.
4. Cocomment: permette, grazie ad una estensione per firefox, di seguire le risposte ai nostri commenti in tutti i blog e siti possibili, molto utile se il blog nel quale si commenta non offre strumenti per ricevere nella email i commenti posteriori al nostro.
4. Moneytrackin‘: con moneytrackin’ si può gestire la propria contabilità online, mette a disposizione un’infinità di strumenti ed è finanziato anche dal fondatore di FON.
5. Google Reader: ho di recente abbandonato Bloglines per questo lettore di feed, lo reputo due spanne avanti all’oramai obsoleto lettore di Bloglines.
6. GMail: l’ho per ultima perché credo sia il più scontato dei servizi 2.0, è una casella di posta controllabile tramite un’interfaccia completamente sviluppata in AJAX con due gigabyte di spazio disponibile.

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Mar
05

Installare Envy per avere i giusti driver per schede video Nvidia e ATI

Ubuntu       Share This    Trackback

Scopro dal blog di Alberto Milone che finalmente Envy, pratico programma per installare i driver per la nostra scheda video, ha un’interfaccia e diventa così un must per tutti gli ubuntisti, sia che siano novizi sia che siano utenti già affermati.

Envy è in sostanza un piccolo programma che rileva automaticamente la scheda video del computer (o portatile), scarica la versione più recente del driver adatto, la installa modificando tutti i parametri e configurando al meglio anche il server X, ottima cosa considerando che a modificare manualmente il server X si possono fare gravi danni a tutto il sistema.

Dato che il programma è molto utile, eccovi una guida per installarlo divisa in tre semplici passi:

1. Scarica il pacchetto da questo sito;
2. Una volta scaricato, clicca col tasto destro su di esso e seleziona l’opzione installa;
3. Assicurati che tutte le dipendenze siano soddisfatte dando questo comando dal terminale:

sudo aptitude install -f

Et voilà, il gioco è fatto! Ora basta lanciare il programma dal menù di Ubuntu, oppure per utilizzare l’interfaccia testuale bisogna scrivere nel terminale questo comando:

sudo envy -t

Non ho altro da dire, l’installazione di per se è semplicissima e l’utilizzo pure, quindi non mi resta che augurarvi buon divertimento con la vostra scheda ben configurata!

Risorse utili:
1. Blog di Alberto Milone, l’autore di Envy.
2. Pagina per scaricare Envy.
3. Risposte alle domande più comuni su Envy.

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Mar
04

Italia dei valori su Second Life, forse qualcosa comincia a girare per il verso giusto

Politica       Share This    Trackback

Ho scoperto, tramite il blog del ministro Antonio Di Pietro, che l’Italia dei Valori ha appena comprato una sua isola su Second Life a completa disposizione di coloro che vogliano chiedere delucidazioni sul partito, dei giornalisti o quant’altro.

Riprendo il post di Di Pietro, per farvi capire un po’ meglio:


Per il momento ho acquistato un’isola e piantato una bandiera dell’Italia dei Valori. L’isola sarà presto attrezzata con uffici, sale conferenze e punti informativi sulle iniziative dell’Italia dei Valori. Sull’isola i visitatori in futuro saranno accolti da persone dell’Italia dei Valori attraverso la loro rappresentazione virtuale. L’isola sarà inoltre utilizzata per incontri sia interni che con i giornalisti.

Per ora come dice lui c’è solo una bandiera, pochetto insomma. L’immediato futuro si prospetta però benevolo dato che c’è una seria intenzione di creare qualcosa di bello e di utile che possa essere un’arma in più per il partito.
Dal mio canto, non condivido gli ideali di questo partito, ma sempre più si sta imponendo sul web ed è, finora l’unico, partito italiano che sta seriamente considerando questo strumento come un nuovo metodo per interfacciarsi ai cittadini.

Beh, che dire, complimenti ministro. Altre dettagli importanti secondo me sono il fatto che il blog di Di Pietro rilasci il contenuto secondo la licenza Creative Commons, cosicché tutti possano citare i suoi articoli liberamente.

Forse, il futuro è più roseo di quanto sembri. Se solo un partito di maggiore popolarità si mettesse a fare almeno un quinto di ciò che fa su internet L’Italia Dei Valori ci potrebbe essere una rivoluzione, tutta a vantaggio dei cittadini.

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