Pur non essendo un grande scrittore avete visto che più o meno giornalmente riesco a trovare qualcosa da scrivere su questo benedetto blog. Non l’avessi mai fatto di aprirne uno, son più i problemi che ti da di quelli che ti risolve. Considerato poi che l’unico problema che risolve, non appieno tra l’altro, è quello dell’egocentrismo, beh, siamo alla frutta. Perché uno apre un blog per vedere quanto vale, di solito, come ho fatto io, ma ti accorgi che il blog come strumento di autovalutazione ha capacità pari di quelle di un Vespino nel deserto del Gobi. Senza benzina, eh, chiariamoci.
Tornando in tema, dicevo che il più delle volte, sfortunaccia vostra, riesco a trovare l’ispirazione, casualmente, così scrivo e vi allieto la giornata. Capita, però, che ci sono dei periodacci dove di scrivere proprio non riesci, o meglio, scrivere non sarebbe il problema, il nocciolo è capire cosa scrivere. Le alternative, in quei casi sono due: uno, ben conscio di perdere tutta quella poca reputazione che col sudore del lavoro ti eri costruito racconti della prima minchiata che vedi, due non scrivi. Solo che se non scrivi, dopo un certo lasso di tempo, la gente ti da per disperso. Sempre se hai la fortuna di avere qualcuno che se lo ricordi, di cercare te. La gente ti da per disperso, senti sempre più pressione e inevitabile sei costretto a ritornare sui tuoi passi e ricominciare dal punto uno.
Beh, io ho scelto un’altra strada: dico io, che questo blog non va in ferie, non perché vado chissà dove spaparanzato su un lettino con gentil donzelle che ruotano il ventre attorno a me attonito, ma, invece, perché non avrei il coraggio di proporvi le minchiate che in questo periodo mi vengono in mente.
A meno che non vi interessi sapere quanto ho bevuto ieri sera, eh. (poi mi son ricordato che sono sotto antibiotici da una settimana e per poco non collassavo…).
(ah, ho scordato, quando mi torna l’ispirazione revoco le ferie)
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