Perché ho dato contro Help2.0, e tuttora resto di quel pensiero
I pregiudizi sono stupidi, infantili e il più delle volte sbagliati. Sennò non si chiamerebbero pre-giudizi. Si valuta un qualcosa solo dal suo più esteriore apparire, o dall’erronea convinzione di base del valutatore, fatto sta però, che i pregiudizi sono una forma di difesa, piuttosto radicata nel nostro cervello, che, considerato che l’evoluzione non li ha ancora eliminati, penso in qualche modo ci siano utili.
Non bisognerebbe mai curarci dei pregiudizi, quindi, perché il curarsene sarebbe quanto di più infantile possa esserci a questo mondo, superato forse, solo, dai pregiudizi stessi.
C’è una cosa, nata da poco, che si chiama Help 2.0. Vorrei poter dire due paroline sulla scelta del nome, parola inglese corredata da due numeri con poco senso, per un’iniziativa che mira al pubblico italiano, e del pubblico italiano vuole trarne la forza. Non dirò queste due paroline, sono altre le cose che mi premono. Io ho espresso un mio pregiudizio su questa iniziativa, loro ne han detto uno su di me. Perché il fulcro del mio intervento era che, nonostante tutto, vedere linkare da parte di molti blogger nostrani un blog che parla di cose che verranno dette, verranno fatte, mi sa molto di grande cazzata, e m’assomiglia tanto alle lodi che si fanno ai politici, ai loro programmi.
Loro, hanno frainteso il mio intervento. Io ho solo detto di chiarirmi cos’era questa cosa, loro non mi hanno neppure risposto, ma va beh. Lasciamo perdere. Ora l’obbiettivo dell’iniziativa è stato svelato, tutto è stato estratto da quel contenitore in vetro dove era riposto, e dicono di voler aiutare e fare una sorta di beneficenza. Dicono che non possono salvare tutti i bambini del mondo, allora si limitano a salvarne uno a cui servono poco più di ventimila dollari.
Tutto questo mi sembra un pensiero fascista. Perché si deve salvare un bambino da una malattia (che si riproporrà, e serviranno altre montagne di soldi da spendere per altre persone) quando con gli stessi soldi possiamo salvarne (anche se solo in maniera temporanea) cento, magari anche di più? Potremmo fare ugualmente una raccolta fondi e comprare dell’acqua potabile a dei villaggi, così non insorgerebbero nei loro abitanti tante malattie causate dalle schifezze che si trovano nei loro acquedotti. Ammesso che li abbiano.
Chiaro, mi farebbe piacere che quel bambino guarisse. Ma mi farebbe ancora più piacere se ne guarissero altri 100, al suo posto.
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8 Comments
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September 4th, 2007 at 4:19 pm
Se tu avessi letto i nostri post, avresti capito che Aiutare Gramos è lo scopo principale, ma è anche un punto di partenza per far sentire la nostra voce di blogger, per spronare chi può più di noi ad intervenire per fare in modo che non vengano negate a nessuno le cure necessarie per sopravvivere, per far conoscere di più una malattia rara e terribile.
E’ ovvio che non possiamo lottare contro i mulini a vento e farci paladini di ogni persona che ha bisogno d’aiuto, ma da questo punto di partenza, forse, se ci crediamo abbastanza e ci uniamo si può arrivare ad aiutare molte altre persone…poi, ovviamente, sei libero di non credere che lo spirito di questa iniziativa sia del tutto disinteressata e decidere di non aderire.
Ciao
September 4th, 2007 at 4:25 pm
Ecco, se come prima causa compravate l’acqua per quei 100 africani che vivono in un villaggetto e bevono acqua contaminata (che gli causerà numerose malattie) era meglio. Tutto qua.
September 4th, 2007 at 5:01 pm
A me la cosa ha lasciato molto perplesso, anche perchè tutta questa segretezza a che serviva ? e poi se era per raccogliere fondi, incominciare sin da subito pareva brutto ?
September 4th, 2007 at 7:36 pm
Sembri un mio amico. Deve comprare il computer da quattro anni ma aspetta sempre perchè sta per uscire il modello nuovo. E sono quattro anni che si trova senza computer. Tu aspetti sempre di salvare 100 bambini africani ma intanto questi muoiono. Noi preferiamo salvarne uno. Nessuno vieta di salvare i 100 africani (se ci riesci) ne tantomeno di salvare Gramos. Salvare i 100 africani è più utopistico…
->Capitano: l’ho detto a Suzuki, lo dico a te. L’iniziativa è iniziata diversi mesi fa. Tanti mesi fa, ha portato qualcosa ma non tutto. Ne avevi sentito parlare? Evidentemente no. Adesso? Evidentemente si. Capito la segretezza? Non pareva brutto cominciare subito anche perchè l’abbiamo fatto.
September 4th, 2007 at 8:52 pm
a me questa cosa organizzata e voluta cosi non mi convince fino in fondo.
Sarà ma avrei preferito in altre maniere e resto molto dubbioso, tranne poi ricredermi.
September 4th, 2007 at 9:06 pm
Samuele, ora, non vorrei sembrare uno che offende, ma qui l’offesa ci sta. Del mio intervento non avevate e continuate a non avere capito un cazzo.
Perché io l’acqua ai 100 africani non gliela avrei comprata, la malattia al bambino non gliela curo. Né prima della vostra iniziativa avevo pensato di farlo, ne penso di farlo dopo. Quindi non sto aspettando alcun computer.
Se qualche organizzazione no-profit mi chiede soldi per costruire acquedotti, creare sistemi di irrigazione, piantare alberi, io i soldi glieli do, perché so che pongo le basi per la crescita di un’intera comunità, ma mai darò soldi ad un unico bambino solo perché ha gli occhioni dolci (è una metafora, prendetela per tale).
Penso di essermi spiegato, se no, beh, lasciate perdere, tanto è uguale.
September 6th, 2007 at 12:29 am
“Se qualche organizzazione no-profit mi chiede soldi per costruire acquedotti, creare sistemi di irrigazione, piantare alberi, io i soldi glieli do, perché so che pongo le basi per la crescita di un’intera comunità”.
Questo lo fanno tutti (quasi diciamo). L’organizzazione si chiama stato, lo fai pagando le tasse.
September 6th, 2007 at 11:27 am
Bah, sembra che tu abbia i paraocchi, io la questione la chiudo qua.