Politicando (dall’esterno)
Non è che io capisca granché di politica, soprattutto di quella italiana che bisognerebbe dedicargli una vita intera per riuscire a coglierci un senso generale (ammesso che ci sia), e forse non basterebbe neppure.
Però ci sono certe cose che mi danno alquanto noia. Ad esempio, son felice che il parlamento si sia dotato di wi-fi, ma dato che l’hanno fatto significa che esso è importante in certe situazioni lavorative, per non dire che è necessario sempre. In un certo senso è un segno di svolta, un piccolo passo, e si sa che si va avanti a piccoli passi e non a grandi salti. Però se l’hanno messo vuol dire che è importante, a costo di ripetermi l’ho detto un’altra volta, ma è importante per tutti, non solo per loro.
Ecco, ora voglio pure io accesso wifi gratuito in casa mia, a scuola e in alcuni pub della zona. Io in questi posti ci passo gran parte della mia vita, un po’ come loro in parlamento, così voglio wifi gratuito. Che poi magari non userò, però voglio poter dire celo, un po’ come si faceva per le figurine.
Ogni tanto, penso, bisognerebbe ricordare ai politici che sono nostri dipendenti e non il contrario, mica noi siamo al loro servigio. Tutt’altro.
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