Acting my age
Forse è giunta l’ora di tornare a fare quello che tutti gli adolescenti fanno. Mandare sms, giocare alla Playstation e guardare la tv. Che sia chiaro, già faccio tutto questo, ma certe volte sono un po’ schifato dalla grandissima superficialità con cui viene fatto. Con cui tutti i ragazzi vivono, giorno per giorno.Tante volte, provo a guardarmi dal di fuori. Non è facile, ma ci provo. Così vedo un ragazzo, dotato di un’intelligenza nella media, che si diverte a fare il grande. O perlomeno, ci prova, ma poi il divertimento sa tanto di illusione. Un ragazzo che si fa in quattro per essere approvato dal resto del mondo, ma che poi è solo. Tremendamente solo.
Poi, non è che sia un automa geek. Esco anche io, tutte le sere e gran parte dei pomeriggi, vado a giocare tornei di calcetto e sto con delle ragazze (una alla volta, eh, mai stato un playboy). Però tutto questo non mi soddisfa. Come dico sempre io, è come la pasta senza sale. Sciocca e per questo senza dignità.
Succube di un mondo in cui regna l’invidia. Ma il bello è che c’è una parte di questo mondo, quella in cui regna l’intellettualismo, in cui si pensa di essere migliori solo perché ci si è dentro. Cazzate. Non siete né meglio né peggio del resto delle persone, avete solo uno strumento potentissimo, che vi fa sembrare tremendamente più intelligenti. Parlo di voi, blogger.
Così, mi guardo dal di fuori, rientro in me stesso per riflettere e mi riguardo dal di fuori, ancora una volta, tanto per vedere se quello su cui ho riflettuto è veramente così. Ma non è mai così. Allora rientro in me e me ne faccio una ragione, bisognerebbe saper riflettere dal di fuori. Io, però, non ne sono capace. Mi dispiace.
Scusatemi, ma devo andare ad aggiornare Twitter dicendo che sto uscendo con gli amici, così prendo due piccioni con una sola (e misera) fava. Arrivederci.
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