Sep
14

Evangelisti che stan sul cazzo. Io mi sto, e me ne vanto.

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In questa crisi mistica che sto passando, più comunemente chiamata adolescenza, mi ritrovo a dover fare troppe cose. Troppe cose, la maggior parte delle quali inutili (qualcuno ha detto scuola? tranne matematica, storia, filosofia e un po’ fisica sarebbe da buttare) e che mi portano via del tempo che, neanche a dirlo, sarebbe speso più proficuamente solo stando sopra il cesso a meditare della fame del mondo. Perché la fame del mondo, o si stravolge completamente il nostro sistema economico, o non scomparirà mai. Quindi è futile pensare a dei rimedi.

Dandoci a bestia di serendipity (si scrive così?), ha fatto capolino questo post, che mi ha -per un breve attimo- provocato quella strana sensazione che ti porta inevitabilmente ad aprire gli occhi in maniera del tutto innaturale. Dice che gli stanno sul cazzo i blogger che scrivon sul loro spazio come se dovessero inventarsi un nuovo vangelo. Son d’accordo.

Io scrivo così, io sto scrivendo un vangelo in queste pagine. Ci mancherebbe, se così non fosse probabilmente non aprirei nemmeno l’editor per spiccicare  qualche riga.

Io mi sto sul cazzo.

L’unica cosa che non mi sta sul cazzo è Hurley, di me.

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Jul
28

Parliamoci chiaro, quanto vali?

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Il link è la moneta del web. Non è che sia proprio la stessa cosa, forse si potrebbe dire meglio che i link sono la figa del web. Si tira avanti con quelli.

Ora, disquisire sul significato di un link sarebbe patetico, giacché ci son già state fior di discussioni e comunque, come in tutte le cose, non esiste una sola ed eterna verità. Non si può mai categorizzare, si linka sia per ammirazione, sia per aiutare qualcuno, sia perché ci va di linkare o vogliamo, usando un’espressione piuttosto volgare, leccare il culo a qualcuno. Tutti linkano e ognuno ha i suoi motivi, buoni o giusti che siano.

Ho passato certi momenti della mia vita a cercare di capire perché alcune persone, il termine blogger calza troppo stretto per i miei gusti, sono più famose e vengono linkate spesso, fin troppo. Autorevoli si direbbe, blogstar altri le chiamerebbero. Persone famose, così ci capiamo al volo. Comunque, pur pensandoci e riflettendoci a lungo, non mi sono mai dato una spiegazione. Ci sono, sarebbe strano non lo fosse, certe persone che hanno capacità o intelletto fuori dal normale, ma altre proprio non si capisce quali doti esprimano per stare li in quel posto, per esser così famose.

Ho finito di dannarmi l’anima per questo, perché ho trovato un rimedio. Semplice e rapido. Ho guardato i link che ricevo e mi sono messo l’anima in pace. Perché anche io che mi vantavo senza colpe, alcune colpe le ho. Quindi prima di criticare contate fino a cento, e mentre lo fate guardate i link che ricevete, ma soprattutto quello che scrivete.

Comunque, comincio io a dirvi che link ricevo e perché, sperando che lo facciate pure voi. Se ne avete il coraggio.

Ultimi venti link:

iMod (x2), 4everyoung, dema, tempodaperdere, just a little bit of chaos, albey’s blog, blublog (x2), catepol2.0 (x2), vittorio pasteris, sbontolo, markingegno, il taccuino di eddypedro (x2), boliboop, questo non è un blog, kromeblog, mylife.

Ora, diamoli un senso: due di questi link praticamente me li son fatti dare io perché sono del Free Linkin Day; tre sono relativi a delle catene, cinque sono citazioni da tumblr il che significa che non tutto il post ma solo una frase ha colpito il lettore, uno è perché partecipo (senza aver ancora scritto un post, tra l’altro) all’iniziativa 2.0 per tutti, un altro mi è stato regalato perché la blogger era felice, tre sono perché ho partecipato al wavecamp, uno me lo son regalato io dal mio tumblr per migliorare il posizionamento di un post e infine solo quattro (più due che ho messo tra i tumblr) per i contenuti che ho “prodotto” su questo blog.

In pratica vengo linkato solo una volta su cinque per il contenuto, se vogliamo esser generosi (considerando i tumblr) meno della metà (9 link su 20) delle volte che mi linkano sono perché apprezzano il contenuto del blog.

Quindi, codesto rinomatissimo blog, nonostante ciò che pensassi è viziato da link “sporchi”. E il tuo? Hai le palle di essere trasparente verso il lettore e dire veramente come sono i link che ricevi e che ti tengono lassù in quella invidiatissima posizione di blogbabel?

Ah, attenti, che se nessuno dei big si offre, lo chiamo in causa io personalmente. Poi magari gli offro una birra, però intanto spero che un minimo di faccia ce la perda.

***

Ah, io un post così mica ce l’avrei la faccia di pubblicarlo. ;)

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Jul
24

Succede che ti ritrovi a sceglier un titolo per il post ma non ci riesci

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Trovo che la scelta del titolo di un post, tranne quelli tecnici, sia una di quelle cose più difficile che ci possano capitare. Perché te ti metti li, tranquillo a scrivere e ti lasci andare, puoi tirar giù due righe oppure venti, mille, non c’è nessuno che ti limita in questo. Sei fermato solo dalla tua stessa voglia, e checché se ne dica, quando uno si mette a scrivere seriamente e ha qualcosa da dire, di sensato, difficilmente si ferma o ha il mal dello scrittore.  Può succedere che ti facciano male le dita per i troppi tasti digitati, ma mai il contrario, se mai esiste il contrario del mal delle dita.

Ad un certo punto, però, ti dici basta, ora mi rileggo per bene quel che ho scritto e poi lo pubblico. Così c’è chi velocemente da un’occhiata, chi si riguarda per bene ogni sillaba del suo scritto e chi, come me, questa fase la salta. Alla fine, però, tutti si ritrovano a compiere un’azione delicatissima, quasi come toglier il cuore ad una paziente, tutti si ritrovano a dover inventarsi un titolo per ciò che han sputato dalla tastiera. E son dolori. Perché ci puoi metter tutta la buona volontà di questo mondo, ma comunque a qualche lettore quel titolo non piacerà e salterà a piè pari il post, non sapendosi cosa si perde. Poi non è mica facile dare i titoli ai post, ché devi astrarti al punto da concentrare in una riga tutto un pensiero. E per sfortuna di tutti, o quasi tutti, questa è un’arte che riesce a pochi.

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Jul
24

I problemi del blogger (parte uno)

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Capita che non trovi nulla da scrivere per qualche giorno. Solo che ad un certo punto, la mattina del terzo giorno, mi pare, scatta un dannato rimorso che mi porta a scrivere di qualsiasi cazzata che mi capiti o che veda. Il cane spesso mi illumina e mi confida autentiche perle di saggezza, da far invidia ai maestri orientali.

Succede solo a me?

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Jul
22

Spiccioli e centesimi. Il WaveCamp

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Caldo. Un po’ di facce conosciute, un po’ di facce meno conosciute, tanti ignoti. I soliti, ignoti.

***

Questo è tutto il mio post. Ora, i ringraziamenti: Sid, che mi ha scarrozzato andata e ritorno, Kurai RedPill e Mescaline che ci hanno dato il benvenuto, ancora RedPill che mi ha presentato quel pazzo di Tao e Dema che mi ha fatto conoscere gli orrori della produzione delle Crocs. Poi ci sono certi di cui non conosco il nome, ma con cui ho avuto il piacere di parlare.

E soprattutto, ora posso maledire il mio dannato carattere. Si perché io sono uno molto, ma molto strambo. Fosse per me, non parlerei mai con nessuno che conosco poco o nulla. Invece, con quasi tutti quelli con cui ho un buon rapporto mi dilungo, fin troppo spesso, in assurdi monologhi che in tanti hanno maledetto. Quindi non prendetevela male chi, in un modo o nell’altro ho fatto finta di non conoscere e non ci ho parlato. Scusate, son fatto così. Ho una scusa, però, infatti il giorno prima del barcamp sono andato ad una festicciola con gli amici (e ho fatto i miei soliti monologhi) e abbiamo tirato fino a mattina senza dormire, quindi niente sonno per due giorni. Mi sono perfino appisolato durante una conferenza, la più interessante tra l’altro, quella di Quintarelli. Vero Feba? (È lei che mi ha sgamato)

Beh, grazie e scusate. Quale dei due, tra grazie e scusate, lo dovete scegliere voi. Io non ce la farei a destinarli di preciso a qualcuno.

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Jun
19

Acting my age

Filosofia       Share This    Trackback

Forse è giunta l’ora di tornare a fare quello che tutti gli adolescenti fanno. Mandare sms, giocare alla Playstation e guardare la tv. Che sia chiaro, già faccio tutto questo, ma certe volte sono un po’ schifato dalla grandissima superficialità con cui viene fatto. Con cui tutti i ragazzi vivono, giorno per giorno.Tante volte, provo a guardarmi dal di fuori. Non è facile, ma ci provo. Così vedo un ragazzo, dotato di un’intelligenza nella media, che si diverte a fare il grande. O perlomeno, ci prova, ma poi il divertimento sa tanto di illusione. Un ragazzo che si fa in quattro per essere approvato dal resto del mondo, ma che poi è solo. Tremendamente solo.

Poi, non è che sia un automa geek. Esco anche io, tutte le sere e gran parte dei pomeriggi, vado a giocare tornei di calcetto e sto con delle ragazze (una alla volta, eh, mai stato un playboy). Però tutto questo non mi soddisfa. Come dico sempre io, è come la pasta senza sale. Sciocca e per questo senza dignità.

Succube di un mondo in cui regna l’invidia. Ma il bello è che c’è una parte di questo mondo, quella in cui regna l’intellettualismo, in cui si pensa di essere migliori solo perché ci si è dentro. Cazzate. Non siete né meglio né peggio del resto delle persone, avete solo uno strumento potentissimo, che vi fa sembrare tremendamente più intelligenti. Parlo di voi, blogger.

Così, mi guardo dal di fuori, rientro in me stesso per riflettere e mi riguardo dal di fuori, ancora una volta, tanto per vedere se quello su cui ho riflettuto è veramente così. Ma non è mai così. Allora rientro in me e me ne faccio una ragione, bisognerebbe saper riflettere dal di fuori. Io, però, non ne sono capace. Mi dispiace.

Scusatemi, ma devo andare ad aggiornare Twitter dicendo che sto uscendo con gli amici, così prendo due piccioni con una sola (e misera) fava. Arrivederci.

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May
25

Fatti avanti, oh tu che passi dalla mia cuccietta

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I blog, da qualche anno, sono sulla bocca di tutti. Peccato che pochi realmente sappiano bene cos’è questo fenomeno che si sta imponendo sempre più. Anche tra quelli che pensano di sapere cos’è un blog, mi pare ci sia molta ignoranza.

Io, se devo esser sincero, cos’è un blog, come funziona, perché va scritto, tutte queste cose non le so ma, sputando fuori tutta la mia sincerità, non me frega nulla. Perché penso che tutti quelli che si mettono sui loro blog a discorrere dei blog mi sembrano un po’ matti. Te c’andresti a casa di uno a chiedergli cos’è la sua casa? Beh, io no, poi voi fate come vi pare. Ma non vi stupite se poi vi chiamano geeks.

Insomma, stavo dicendo che definire un blog mi pare un goccino stupido perché un blog, semplicemente, è un blog. Fine, non c’è altro da dire.  Magari poi c’è chi gli piace il blog tecnico, quello che di un post ne capisci tre parole e mezzo e ci sono più keywords nel titolo che in tutto l’archivio, c’è il blog scassato di quello che l’aggiorna pe’ dì “Oh, guarda che io son bloggher” e c’è anche il blog di quello che scrive storielle. Quello che non gli piace discorrere di notizie perché dice che passano velocemente, le notizie. E dopo non son più nulla.

Ripensavo anche che c’è chi parla dei blog come delle casette, anzi la parola giusta è house, o forse cuccietta. Sisi mi piace cuccietta. Ripensavo anche che c’è chi parla dei blog come delle cucciette, posticini dove ci si tiene caldo e ogni tanto ci viene qualcuno a trovare. Ecco così mi piace, altro che bloggher, noi siamo i portieri della nostra cuccietta.

Beh, ora però che siete passati da qui, che avete letto le lettere che ho battuto sulla tastiera, che mi avete sottratto del calore della mia cuccietta, ora che siete qui vi tocca presentarvi. Si perché questa è la mia cuccietta e a me piace conoscere chi ci passa. A me questo non piace chiamarlo delurking day, perché quelle mi sembran parolaccie. Via, su, fatelo uno sforzo. :)

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May
23

Io mica lo vorrei essere come lui

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Perché poi dopo tanto ci ho pensato un bel po’ su. Tante, tante ma tante volte ho criticato quel che noi si chiama la blogosfera, per il suo carattere introverso, per il suo carattere autoreferenziale; come se fosse una persona, ha preso i peggiori vizi e difetti che possano esistere.

Ricordo che a suo tempo criticai eio e Pandemia: col primo, mi son già pentito, col secondo mi sto pentendo. Anzi, a dir la verità, sto riconsiderando la questione. Mi spiego, che credo fin’ora non abbiate capito una bella cippa.

Stavo dicendo che qualche dì fa (una sessantina, penso) ero uno degli appartenenti al gruppo anti-Pandemia. Eravamo invidiosi, incazzati e brutti. Beh brutti non so, però invidiosi e incazzati si. Ci scontravamo ogni giorno con l’autoreferenzialità della blogopalla e diventavamo sempre più incazzati.

Tutti a parlare di Pandemia qua, Pandemia la, Pandemia su e Pandemia giù. Tutti a leccargli il culo, se la volete in altre parole. Però io son volubile, così ho cambiato idea.

Io mica lo vorrei essere come lui, a me una vita come Pandemia darebbe sui nervi. Si perché lui va a conferenze, va a barcamp, va a incontri e cene. Poi lo chiamano a Parigi per le elezioni, poi da Cisco, poi di qua e poi di la.

Ecco, insomma, a me una vita così movimentata mica piacerebbe!

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May
08

5 buoni motivi per tenere un blog - meme -

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Amo Delymyth, dovevo dirvelo, ma non ho mai trovato il tempo: ora però lei mi ha dato l’input, e ne sono felice. Per capire di cosa parlo guardate qua. :)

Scherzi a parte, Delymyth mi ha passato un nuovo meme dal titolo “5 buoni motivi per tenere un blog”, io, come sempre, colgo la palla al balzo; ecco la mia lista di motivi:

1. Un blog è uno spazietto piccolo piccolo che ognuno può tenere, ma trasmette inevitabilmente una miriade di emozioni. Si perché lo vedi nascere, provi gioia quando muove i primi passi e tante altre belle cose. Basta prendere tutto con lo spirito giusto, però. State attenti a non farvi consumare dai blog, invece che trarne profitto (in senso lato).

2. Scrivere è bello. Scrivere un blog ti migliora culturalmente e ti predispone al confronto con gli altri. Se spacci una bufala per verità vieni subito scoperto, e perdi la faccia. Non c’è scampo quindi, se vuoi tenere un blog devi saperti metterti in discussione, nella buona e nella cattiva sorte.

3. Con i blog si fanno nuovi amici, anche se parrebbe di no. Ogni tuo commento in un altro blog ti presenta di fatto al blogger e da li si instaura un rapporto: che può morire subito, ma può anche essere coltivato…E poi lo sapete da voi come finisce.

4. I blog rispecchiano chi li scrive, quindi rileggerne gli archivi è come guardare al proprio passato. È così bello sfogliare vecchie foto, ed è ugualmente bello sfogliare le vecchie pagine che si è scritto. Può sembrare strano ma è così. Ve lo assicuro.

5. L’aspetto geek: curare il proprio blog, come dicevo nel punto due, è un dovere altrimenti nessuno ci leggerà. Ergo, se non erro, bisogna sempre stare attenti che tutto funzioni, che tutto vada per il verso giusto. E questo, da come la penso io, è il motivo migliore per tenere un blog. O no?

Passo il meme a Giovy, Axell, Sid e eio (che so che non ama particolarmente le catene, ma io sono sadomaso :P )

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Mar
21

20 Ways to be an Idiot Blogger that No one likes

Humor       Share This    Trackback

Oramai su ogni blog, almeno una volta, è stato scritto un articolo su come diventare milionari, come fare successo, come diventare playboy e tutte queste cose, quindi perché non concentrarsi sul contrario, ovvero: Come diventare un blogger idiota come nessuno mai prima d’ora in venti semplici punti

1. Non spendere più di 20 minuti del tuo tempo a scrivere sul tuo blog. Mai.

2. Non informarti su ciò che stai per scrivere, parla e basta senza curarti di capire un po’ come sono realmente le cose. Se proprio devi leggere qualche blog assicurati che il blogger in questione abbia già letto questa guida. ;)

3. Formatta gli articoli in modo da avere tra 50 e 50000 parole e NON USARE MAI punti di sospensione, paragrafi e linee vuote, soprattutto ricordati NIENTE IMMAGINI Le persone odiano tutto questo, come il dover leggere cosa scrivi perché ti senti speciale, una blogstar per capirci.
4. Attrai visitatori dicendo che avete delle informazioni scottanti. Dopo, all’interno del post, dite che non potete dire niente perché il vostro accordo di non divulgazione non ve lo permette.

5. Non modificare niente. Non ricontrollare il tuo lavoro. Dì la stessa cosa più volte, ripetendola fino alla morte.

6. Sii contento che nessuno ti linka e nessuno parla dei tuoi articoli.

7. Usa almeno il 50% del tuo tempo che dedichi allo scrivere per spiegare perché la blogosfera è come la stanza degli studi di registrazione (quelle rinchiuse in se stesse senza contatto con l’esterno).

8. Pensa che le persone si interessino alla tua vita. Scrivi del tuo gatto, il più possibile, cura i dettagli, parla del suo pelo e dell’amore che provi per lui. Fai capire al mondo che hai un sesto senso derivante dal possedere un felino, quindi sei migliore degli altri per i lavori informatici. Se qualcuno osasse commentare parlando dei LORO gatti arrabbiati spiegando che il tuo blog è sul TUO gatto, non sui LORO.

9. Fai capire ai visitatori che non hai un cervello, scrivi solo di notizie vecchissime e straparlate.

10. Spendi meno tempo a pensare ai titoli dei tuoi articoli che a quello che usi per spegnere il pc.

11. Non chiedere aiuto e consigli da amici e familiari che capiscono l’argomento prima che tu ne scriva a riguardo.

12. Non essere mai d’accordo con i blogger e tutte le persone - anche se significa auto-contraddirsi (anche più volte al giorno) - .
13. Scrivi su come diventare famoso coi blog e avere migliaia di visitatori (e dimentica di menzionare che per fare ciò bisogna stare a giornate sui computer e diventare topi da laboratorio).

14. Crea un blog sulla religione e/o sulla politica e sii talebano, ovvero parla della tua religione/fede politica come fosse l’unica e la perfezione.

15. Assicurati di spettegolare di tutte le persone che vivono con te, i tuoi compagni di scuola, i dipendenti della tua stessa azienda, i familiari. TUTTI devono conoscere i dettagli delle loro vite!

16. Non avere senso dell’humor.

17. Promuovi il tuo blog spammando in quelli degli altri. Manda anche trackback a più articoli possibili, privilegiando le blogstar.

18. Scrivete di tutte le vostre frustrazioni circa gli amici, la famiglia, il vostro capo, e tutti i loro segreti, perché le altre persone non saranno in grado di capire di cosa stiate parlando.

19. Non commentare costruttivamente gli altri blog fino a che non dovrai spiegare perché ti DEVONO linkare. Assicurati di non linkare altri blogger e/o siti (sennò mi va via il PageRank!).

20. Anticipa sempre le news un giorno prima di quando ne parlerai e poi dimentica di parlarne fino a quando non diventano così vecchie che tutti le conosceranno.

Libera traduzione dell’articolo: How To be an idiot blogger that No one likes, un grazie particolare a P|xeL che mi ha aiutato a tradurre alcuni passi ostici dell’articolo.

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Jan
23

E SE FOSSI IO LUCA CONTI?

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PRIMA DI TUTTO UNA PRECISAZIONE, QUESTO BLOG PARTECIPA AL CAPS-LOCK DAY, QUINDI TUTTO SARÀ SCRITTO IN MAIUSCOLO.

TORNANDO AL TITOLO DEL POST, FORSE UN PO’ PRETENZIOSO, MI CHIEDO: “E SE UN GRANDE BLOGGER (GIORNALISTA O QUANT’ALTRO) SMETTESSE AD UN CERTO PUNTO DI SCRIVERE SUL BLOG PERSONALE ED INCARICASSE UN’ALTRA PERSONA -MAGARI UN PERFETTO SCONOSCIUTO- DI SVOLGERE QUESTO ARDUO COMPITO E TUTTA LA BLOGOSFERA CI CASCASSE, COSA CAMBIEREBBE?” “E SE UN BEL GIORNO QUESTO VENISSE ANNUNCIATO, SI CONTINUEREBBE A LEGGERE QUEL ‘FALSO’?”
SE DOVESSI RISPONDERE NON AVREI DUBBI, CERTO CHE SI. MA SOLO IL “NUOVO” BLOGGER, L’ALTRO ME LO SCORDEREI COMPLETAMENTE…

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Aug
15

Blogger in Beta

Ciao a tutti, finalmente blogger, la nota piattaforma di blogging by Google, si rinnova e lo fa, per ora, mettendo la scritta beta sotto il nome; a mò di web 2.0.

Le novità però non si fermano qui (e sarebbe bella…), infatti come ho consigliato personalmente a Larry Page l’altra sera a cena, ci sarà più integrazione tra i servizi di Google, infatti tutti gli account Blogger verranno integrati nei Google Account, poi ci sarà (finalmente) il supporto ai tags (chiamati labels)
Anche l’interfaccia è cambiata, ora per modificare il modello basta fare un drag & drop (copia & incolla) degli elementi e spostarli nella posizione voluta.

Inoltre eccovi (in esclusiva!) altre due immagini:

Il menù per scegliere i colori.

E quella per aggiungere elementi al template:

Ah, il blog che ho utilizzato per la prova è Test-Google.

Comunque, per un altro punto di vista (in italiano) guardate downloadblog, per approndimenti c’è Blogoscoped (inglese), invece chi vuole una guida per passare da Blogger a Wordpress vada qui.
OT: chissà quanto avranno speso per comprare tutto quell’ AJAX al supermercato! Da me lo danno a 3€ al Kg… ;)

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