Jun
19

Acting my age

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Forse è giunta l’ora di tornare a fare quello che tutti gli adolescenti fanno. Mandare sms, giocare alla Playstation e guardare la tv. Che sia chiaro, già faccio tutto questo, ma certe volte sono un po’ schifato dalla grandissima superficialità con cui viene fatto. Con cui tutti i ragazzi vivono, giorno per giorno.Tante volte, provo a guardarmi dal di fuori. Non è facile, ma ci provo. Così vedo un ragazzo, dotato di un’intelligenza nella media, che si diverte a fare il grande. O perlomeno, ci prova, ma poi il divertimento sa tanto di illusione. Un ragazzo che si fa in quattro per essere approvato dal resto del mondo, ma che poi è solo. Tremendamente solo.

Poi, non è che sia un automa geek. Esco anche io, tutte le sere e gran parte dei pomeriggi, vado a giocare tornei di calcetto e sto con delle ragazze (una alla volta, eh, mai stato un playboy). Però tutto questo non mi soddisfa. Come dico sempre io, è come la pasta senza sale. Sciocca e per questo senza dignità.

Succube di un mondo in cui regna l’invidia. Ma il bello è che c’è una parte di questo mondo, quella in cui regna l’intellettualismo, in cui si pensa di essere migliori solo perché ci si è dentro. Cazzate. Non siete né meglio né peggio del resto delle persone, avete solo uno strumento potentissimo, che vi fa sembrare tremendamente più intelligenti. Parlo di voi, blogger.

Così, mi guardo dal di fuori, rientro in me stesso per riflettere e mi riguardo dal di fuori, ancora una volta, tanto per vedere se quello su cui ho riflettuto è veramente così. Ma non è mai così. Allora rientro in me e me ne faccio una ragione, bisognerebbe saper riflettere dal di fuori. Io, però, non ne sono capace. Mi dispiace.

Scusatemi, ma devo andare ad aggiornare Twitter dicendo che sto uscendo con gli amici, così prendo due piccioni con una sola (e misera) fava. Arrivederci.

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Jun
13

Che si dice da queste parti: sui link, sulle blogstar e la blogosfera

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Su certe questioni, a volte, è meglio non esprimersi, o forse, è meglio lasciar correre. Certo che trovo assurda la questione che si sta alzando in buona parte della blogosfera, anzi, buona parte di quella blogosfera. Quella che conta. Perché di blogosfere se ne contano tantissime, ma a noi ci frega solo della nostra. (Punto da ricordare)

Dicevo, che c’è gente che s’è un po’ arrabbiata dicendo che è da bischeri, dialetticamente parlando, prendere citazioni, link, come quelli di viral tags. E c’hanno ragione, però si sa che è così, perché continuare a ripeterlo? Mi pare, dal basso del mio intelletto, abbastanza pretenzioso volere decidere per gli altri: non c’è bisogno che si dica che fare post pieni zeppi di link, link farm dicono alcuni, è dannoso, non c’è bisogno che diciate che si perde Pagerank e stima, rispettivamente nei confronti di google e degli altri blogger.

Abbiamo il mezzo, abbiamo i mezzi per seguire il mezzo: abbiamo tutto. Internet è la cosa più bella del mondo, puoi essere nel contempo attore e spettatore della stessa recita. Questo lo dicono in tanti e sono, non potrei essere altrimenti, perfettamente d’accordo. Ecco, mi pare che queste cose chi critica non le abbia ben capite. Perché se vedo un post pieno di link inutili lo salto. Perché se ne vedo un altro salto pure questo. Perché se ne vedo un altro, questa volta salto e cancello pure il feed. Capito? A costo di sembrare un gasato (e perdonatemi il termine) voglio ricordare a tutti che c’è anche il pulsante, su tutti i feedreader, per cancellare la sottoscrizione al feed.

Quindi, considerato che se prima uno poi due poi tre poi quattro lettori cancellano il feed, poi ne seguono altri dieci e ancora, il blogger se ne accorge, perché le statistiche le segue. Così cambia, o perlomeno, o cambia il blogger, o va a finire che non lo legge più nessuno. E i commenti glieli lascia giusto la mamma, per soddisfare le pressanti richieste del figlio. Che così si sente un uomo arrivato. E quello lì è l’ultimo commento che gli lasciano.

Ora, come nei temi delle elementari, mi sforzo e metto la conclusione, così tutto il discorso si capisce meglio: non vedo dov’è il problema dei blogger che si divertono a farsi linkare solo per scalare, armati di picconi, le classifiche, tanto le classifiche si scalano solo con buoni contenuti. Tutto qua. E si perdono solo lettori a fare post così, che non danno nulla di valore aggiunto.

(ora vado a prendere la mola, ché il naso mi sta crescendo troppo, forse il discorso dei buoni contenuti non era da farsi)

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Mar
20

Bored

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Sono stanco di scrivere, stanco di dover essere sempre sulla cresta dell’onda, stanco di dover necessariamente scrivere di ciò che i top-blogger vogliono (e decidono), stanco di tutto.

Sono stanco di leggere blog prima interessanti che diventano, una volta raggiunta la popolarità, terribilmente noiosi. E sono in tanti a fare così, fin troppi.

Sarò pure io noioso a ripetermi, ma la blogosfera italiana sta diventando sempre più, parafrasando Fantozzi, una cazzata mostruosa. Un bagno di umiltà, ecco cosa servirebbe. Me compreso.

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Mar
11

Di lettura su internet

L’esperienza di tenere e mantenere vivo un blog, come quella di leggerne ogni giorno, è sensazionale. Penso che sia un valore aggiunto dato alla persona, non tanto atto ad elevarne la cultura ma più a rendere più attivi, freschi, un vero elisir per rimanere giovani. Tutti sappiamo che la blogosfera non è come i tradizionali media, non c’è infatti un piccolo nucleo di “produttori” ma il concetto stesso di distribuzione dei contenuti viene smontato, distrutto, tutto questo grazie alla proliferazione dei blog stessi e l’immensa quantità di contenuti specifici (e non) prodotti da ogni angolo della blogosfera, il media non è più il trasmettitore (la rete televisiva per capirci) ma il media diventa la popolazione stessa, ovvero noi.

Questo però lo sapete già, io mi vorrei concentrare su un altro aspetto peculiare e caratteristico di internet e della blogosfera: la ricezione dei contenuti.

C’è chi, per essere informato, si approccia nel modo più sbagliato possibile: si limita a leggere le notizie da qualche sito di informazione e finisce tutto; internet non è stata creata per questo e per questo non è diventata famosa. Il focus si sposta quindi fra quelli che leggono quotidianamente un tot di fonti, diciamo più di una decina, e quelli che vogliono avere il pieno controllo tenendosi informati da un numero innumerevole di fonti come ad esempio ho fatto io per alcuni mesi leggendo notizie e articoli da più di 300 blog.

Da poco tempo ho deciso di mutare il mio approccio all’informazione
, leggo infatti un numero non troppo alto di blog (circa 120-130) conscio che se qualcosa di valido venga scritto o creato al di fuori di questi venga comunque a mia conoscenza tramite il meccanismo che sta alla base di internet, la meritocrazia. Sono dell’opinione che questo sia il miglior approccio, ma non ne sono ancora del tutto convito.
Quindi, chiedo a voi: Come vi tenete informati? Se usate Feedreader, quante fonti avete? E come mai proprio quel numero?

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Feb
24

L’autorevolezza, questa sconosciuta

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Stamani mia madre ha avuto il suo primo impatto con i blog, direi decisamente interessante. Dopo aver letto alcuni post delle mie fonti preferite, ha timidamente esclamato:

“Okay, è tutto così interessante…Ma chi è che mi garantisce che non dicano tutti cazzate?

Ho pensato subito che all’accoppiamento più link = correttezza/bravura ma poi a pensarci bene mi sono ricreduto. Che dire, non credo che attualmente ci sia un metro serio per misure di questo tipo, per misurare quanto vale realmente un blogger, penso che decidere chi seguire e chi no sia un’impresa di tutto rilievo, non alla portata di tutti, dato che solo con la frequentazione di blog & affini si impara a riconoscere quali di essi scrivono realmente cose sensate o perlomeno con una minima cognizione di causa.

Ed è più che un paradosso, secondo me per iniziare a seguire i blog bisogna avere un buon incipt e considerato ciò che ho detto questo è praticamente impossibile.

Non sono, come potrebbe sembrare, alla vana ricerca di una giusta metodologia di valutazione di chi scrive e cosa scrive, ma semplicemente mi pongo il problema dell’impatto che il nostro mondo - la blogosfera - ha su un non addetto ai lavori e tutti i relativi problemi che gli si prospetteranno nel fatidico momento col quale deciderà di addentrarsi in tutta questa magia, che davvero ci permette di esprimerci e lo permette a tutti, senza discriminazioni.

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Jan
23

E SE FOSSI IO LUCA CONTI?

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PRIMA DI TUTTO UNA PRECISAZIONE, QUESTO BLOG PARTECIPA AL CAPS-LOCK DAY, QUINDI TUTTO SARÀ SCRITTO IN MAIUSCOLO.

TORNANDO AL TITOLO DEL POST, FORSE UN PO’ PRETENZIOSO, MI CHIEDO: “E SE UN GRANDE BLOGGER (GIORNALISTA O QUANT’ALTRO) SMETTESSE AD UN CERTO PUNTO DI SCRIVERE SUL BLOG PERSONALE ED INCARICASSE UN’ALTRA PERSONA -MAGARI UN PERFETTO SCONOSCIUTO- DI SVOLGERE QUESTO ARDUO COMPITO E TUTTA LA BLOGOSFERA CI CASCASSE, COSA CAMBIEREBBE?” “E SE UN BEL GIORNO QUESTO VENISSE ANNUNCIATO, SI CONTINUEREBBE A LEGGERE QUEL ‘FALSO’?”
SE DOVESSI RISPONDERE NON AVREI DUBBI, CERTO CHE SI. MA SOLO IL “NUOVO” BLOGGER, L’ALTRO ME LO SCORDEREI COMPLETAMENTE…

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Jan
03

Le mille voci

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Piccola interruzione alla mia pausa di riposo, tiro giù due cose, molto velocemente.
A dir la verità ho deciso di fermarmi per un po’ solo per mia pigrizia, ma riconosco che non è stata un’idea malsana, infatti anche nel non fare nulla si imparano cose, stranamente.

Nel mio aggregatore ho una marea di feed, intanto sono riuscito a fare una piccola pulizia, poi sto capendo che scrivere di argomenti - più o meno seri - toglie inevitabilmente tempo e concentrazione ad altri che possono passare inosservati.
Piccolo esempio: non ho mai trattato della mappa pur essendoci presente e quindi non ho seguito tutte le varie riflessioni sulla statistica, sulla rappresentanza e sui vari concetti legati ad esse.

Scrivere è stato (massimizzando le cose) come avere un paraocchi, di quello che ho trattato mi sono interessato e mi sono evoluto, di quello di cui non ho trattato sono rimasto al verde. (pessima metafora, lo so ma perdonatemela)
Non ricordo chi ha detto questa frase, ma ascoltare troppe persone è come non ascoltarne nessuna. Vero, ma non su internet. Mi spiego meglio, sono d’accordo in linea di principio con questa frase, ma a seguirla si rischia di perdersi il bello della rete, ovvero le mille voci che la raccontano, le mille riflessioni che ne scaturiscono, i mille commenti che ne fioriscono.
Ora che ho letto tutti i vari pareri sulla “mappa” posso dire la mia, come hanno già detto sono importanti le linee, non i punti. Perché un blogger non fa la rete, due blogger non fanno la rete, tre blogger non fanno la rete, ma la blogosfera si. Rendiamoci conto che pur essendoci degli Hub (che parolone, diciamo dei punti chiave) essi assumono un’ importanza più relativa che reale. Posso dire che secondo me non hanno importanza. La rete la fanno i blogger di confine, i blogger non autorevoli, i blogger che hanno cento pagine viste al giorno. Non le blogstar.

Chiudo queste riflessioni piuttosto confuse con una speranza, un desiderio. Ricordiamoci di quel blogghino visto e subito dimenticato, mettiamolo nell’aggregatore e seguiamolo per un po’. Magari non capirà nulla di come va internet, magari non diventerà una blogstar, ma ci darà un qualcosa in più: un altro punto di vista. È questo il bello della rete, c’è sempre un altro punto di vista. Facciamo questo senza curarci del rischio di diventare anti-conformisti, che poi tanto rischio non è.

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Dec
23

Sull’autoreferenzialità

Mi piacerebbe essere il più chiaro e sintetico possibile: come fa un blogger a definirsi non autoreferenziale? Piuttosto, quella “carica” te la dovrebbero dare gli altri. Andiamo a chiamare Ratzinger.

Si, sto parlando di questi badge. Per ripicca il Beggi non lo linko.

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Dec
02

Il valore della blogosfera nella lettura

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Qualche giorno fa vi ho chiesto se secondo voi scrivere bene è importante per essere -ben- letti e ho visto che, più o meno, chi ha commentato la pensa allo stesso mio modo, un’altra questione mi tormenta (si fa per dire), secondo voi leggere i blog italiani, le news, gli articoli tecnici è come leggere un libro? Possono questi due mondi essere paragonati, anche se lontanamente? In sostanza, ci si fa una cultura leggendo i blog?

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Nov
11

Ripartire da zero

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Si è parlato tanto ultimamente di influenza, di come misurarla e valutarla, una parte del discorso si è concentrata sui “nuovi blogger”, ovvero coloro che hanno capacità di scrittura ottime, carisma, occhio alle novità ma non hanno successo solo perchè non trovano i mezzi per farsi conoscere o smettono quasi subito perchè non vedono aumentare la loro popolarità.

Da qui mi è venuta un’idea in mente che potrebbe piacere e schiarire un pò la situazione, in modo da rendere più concreti i criteri di valutazione per la blogosfera, in sintesi perchè non creiamo alcuni nuovi blog mantenuti da autori di cui non è dato il nome (ma già ora famosi) e da altri che non sono famosi ma che vogliono dimostrare le loro capacità?
Ho già riflettuto su questa cosa e mi pare che la realizzazione non sia difficile, ma l’effetto assicurato.

Si potrebbero (creare ad esempio) 10 nuovi blog su wordpress.com, di cui 4 affidati a blogger che occupano le prime 100 posizioni su Qix, 3 a “blogger di seconda fascia” (posizione 100-500) e i rimanenti 3 a probabili rivelazioni.
Ci sarebbe da scegliere una commissione che nomini i blogger, ma nei nuovi blog non deve apparire alcun nome riconducibile ai nicknames reali, alcuni esempi potrebbero essere “Goku”, “Matt Cutts”, “Tizio”, iPod” ecc…
Tutto questo potrebbe protrarsi per una settimana o più, in modo da delineare e marcare lo stile del blog e quello dell’autore, allo scadere si potrebbe fare un sondaggio per verificare il gradimento e vedere chi veramente è popolare perchè seguito e perchè scrive bene e non perchè è un “blogger anziano” o ha amici popolari.

Ovviamente è tutto una mia fantasia, ma si potrebbero ottenere risultati interessanti e dati da analizzare.

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Nov
06

Chi si sputtana…

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C’è un putiferio nella blogosfera, scatenato dall’ennesimo contest di Lotek.
Samuele afferma che Lotek fa la puttana e compra backlink, lui risponde dicendo che è meglio regalare piccoli gadget che pubblicare foto di donnine nude tanto amate dai camionisti arrapati.
Io dico che ogni metodo è lecito per guadagnare visibilità, backlink o quant’altro, ma poi se non parli di una cippa e non tiri fuori articoli interessanti verrai presto eliminato dall’aggregatore, come io farò con questo feed.
Penserà atipico quanto gli pare, ma a me di tette all’aria con il pretesto di Halloween, del Toro, delle sue cene, di regali da Moo e delle sue amiche non mi interessa nulla, mi dispiace Samuele, ma hai perso un lettore, soprattutto da quando spari sentenze e offese senza che nessuno ti abbia interpellato.
Stai bene attento però, tutti possiamo dire la nostra opinione, ma basta mantenere un tono che non crei disgusto in chi ci legge, non paragonare blogger alle (povere) ragazze che stanno sui marciapiedi per pagarsi da mangiare. Attento.

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