Siamo nel ‘Bel Paese’, anno 2010.
La maggior parte degli italiani è seduta sul divano, di fronte a quel gioiellino di tecnica, tecnologia e usabilità che è la televisione e più precisamente il digitale terrestre. Assuefatti da canali ripetitivi e monotoni all’esasperazione il novanta per cento di loro ha gli occhi puntati su un’unica persona: Maria De Filippi.
Dopo anni di recitazione in una parte minore della tv è riuscita, con non pochi sforzi, a riunire a se il grande pubblico ed è riuscita ad evocare, nella sua forma più sublime, il sommo Maestro Share dai noti poteri ipnotizzatori.
Bramosa di potere e accecata dallo stesso ha investito somme a dir poco immense nei reality show, si dice tra gli addetti ai lavori che la “De Filippi Soft” sia la venture capital più grossa e con la maggiore disponibilità di cash al mondo.
Intanto, in lande desolate e sconosciute ai più, alcuni tipi loschi stanno prendendosi gioco dell’intero pianeta. Non si sa niente di queste assurde figure eccetto la loro conformazione fisica, sono affetti da un’obesità disarmante e completamente calvi tranne che per un inspiegabile codino estremamente lungo e per di più unto.
Le uniche, offuscate, informazioni a noi pervenute riguardano quattro film in loro possesso, tre dei quali sembrano appartenere ad una stessa serie o saga, probabilmente di ambientazione fantascientifica, importante è la maniacale cura con cui sono conservati nonostante si possano scorgere delle piccole gocce di uno strano liquido viscoso e giallastro di un odore simile a quello delle uova andate a male. Sarà tutto questo colpa dell’altro dvd? Mistero.
Tutto ad un tratto uno strano evento interrompe la pace dei tele-dipendenti, il telegiornale; non se ne vedevano da anni e la gente sembra incuriosita a vedere che c’è un’altra fonte di collegamento con l’esterno oltre al confessionale.
Compare così sugli schermi una giornalista dal seno prosperoso (o dovremmo dire silicone prosperoso?) che guarda le telecamere con aria da prostituta e annuncia la notizia dell’attacco a internet da parte dei cinesi.
Tutto sbagliato, come sempre.
I giornalisti non si sono curati di approfondire la notizia dalle più evolute fonti inglesi e hanno tradotto male il senso metaforico dei titoli anglosassoni stravolgendo la realtà. Tanto la passività degli italiani non avrebbe messo in dubbio niente di tutto questo.
La notizia comunque ha stravolto l’intera umanità, infatti il termine dei controlli di censura da parte del governo cinese ha fatto si che essi si buttassero a pesce sul World Wide Web causandone la definitiva rovina.
Nonostante tutto, sei mesi dopo niente era cambiato, sia i manager aziendali che i geek avevano di che gioire. I primi per l’eliminazione di un pericolo per la produttività -internet è esistita solo grazie ai porno e grazie a questi è cresciuta- e i secondi per il successo della rete Netsukuku che nonostante le avversità ha resistito a tutto.
Si ricordano ancora le prime lettere comparse sulla neo-internet (netsukuku): “Guyz, Netsukuku rulez! lol”
Tags:apocalisse geek humor internet netsukukuSe questo post ti è piaciuto, che ne dici di sottoscrivere il mio feed RSS? !