Oct
15

E se d’ora in avanti

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E se, d’ora in avanti ogni giorno almeno una volta al giorno metto un link alla Bindi, o ne parlo, o magari la leggo, o corro a leggerne la storia, o la ringrazio, credete che il primo mio voto politico (eh, sedic’anni da agosto) dato al Veltroni possa esser cambiato e purgato da tutto quel maligno che eran le mie intenzioni?

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Aug
26

Riguardo le entrate fiscali e la tassazione

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Boom delle entrate fiscali.  Prodi ha ringraziato per “la fiducia” ed “il senso di responsabilità”. Non sapevamo che la sensazione di essere strangolati, e la paura di venire beccati, adesso si chiamassero così.

[Tratto dal Corriere, di Beppe Severgnini]

 

PS: finalmente, sono tornato. 

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Jul
18

Politicando (dall’esterno)

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Non è che io capisca granché di politica, soprattutto di quella italiana che bisognerebbe dedicargli una vita intera per riuscire a coglierci un senso generale (ammesso che ci sia), e forse non basterebbe neppure.

Però ci sono certe cose che mi danno alquanto noia. Ad esempio, son felice che il parlamento si sia dotato di wi-fi, ma dato che l’hanno fatto significa che esso è importante in certe situazioni lavorative, per non dire che è necessario sempre. In un certo senso è un segno di svolta, un piccolo passo, e si sa che si va avanti a piccoli passi e non a grandi salti. Però se l’hanno messo vuol dire che è importante, a costo di ripetermi l’ho detto un’altra volta, ma è importante per tutti, non solo per loro.

Ecco, ora voglio pure io accesso wifi gratuito in casa mia, a scuola e in alcuni pub della zona. Io in questi posti ci passo gran parte della mia vita, un po’ come loro in parlamento, così voglio wifi gratuito. Che poi magari non userò, però voglio poter dire celo, un po’ come si faceva per le figurine.

Ogni tanto, penso, bisognerebbe ricordare ai politici che sono nostri dipendenti e non il contrario, mica noi siamo al loro servigio. Tutt’altro.

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Mar
04

Italia dei valori su Second Life, forse qualcosa comincia a girare per il verso giusto

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Ho scoperto, tramite il blog del ministro Antonio Di Pietro, che l’Italia dei Valori ha appena comprato una sua isola su Second Life a completa disposizione di coloro che vogliano chiedere delucidazioni sul partito, dei giornalisti o quant’altro.

Riprendo il post di Di Pietro, per farvi capire un po’ meglio:


Per il momento ho acquistato un’isola e piantato una bandiera dell’Italia dei Valori. L’isola sarà presto attrezzata con uffici, sale conferenze e punti informativi sulle iniziative dell’Italia dei Valori. Sull’isola i visitatori in futuro saranno accolti da persone dell’Italia dei Valori attraverso la loro rappresentazione virtuale. L’isola sarà inoltre utilizzata per incontri sia interni che con i giornalisti.

Per ora come dice lui c’è solo una bandiera, pochetto insomma. L’immediato futuro si prospetta però benevolo dato che c’è una seria intenzione di creare qualcosa di bello e di utile che possa essere un’arma in più per il partito.
Dal mio canto, non condivido gli ideali di questo partito, ma sempre più si sta imponendo sul web ed è, finora l’unico, partito italiano che sta seriamente considerando questo strumento come un nuovo metodo per interfacciarsi ai cittadini.

Beh, che dire, complimenti ministro. Altre dettagli importanti secondo me sono il fatto che il blog di Di Pietro rilasci il contenuto secondo la licenza Creative Commons, cosicché tutti possano citare i suoi articoli liberamente.

Forse, il futuro è più roseo di quanto sembri. Se solo un partito di maggiore popolarità si mettesse a fare almeno un quinto di ciò che fa su internet L’Italia Dei Valori ci potrebbe essere una rivoluzione, tutta a vantaggio dei cittadini.

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Jan
22

L’ambiente che ci circonda

Si parla spesso di giustizia, di come attuarla e metterla in pratica, ma soprattutto di come formularla, ovvero come decidere chi sta dalla parte del giusto e chi no.
Su questo - a dir poco - scottante argomento mi sta illuminando un libro di un perfetto sconosciuto, libro che mi ha colpito e si è fatto notare nell’ansiosa attesa della nuova tessera per la biblioteca: “L’uomo artificiale”.
Potrebbe parere un saggio sulla robotica e sulle sue dirette complicazioni, ad un occhio poco attento, ma scritto con un’iniezione di razionalismo ad ogni pagina tratta anche di argomenti un pelino più generali, quali la nascita dell’individuo e la sua formazione. Da non intendersi come mera crescita fisica, ma soprattutto e solo psicologica.
Tralasciando praticamente tutte le altre pagine del libro, non per questo meno importanti ma di cui probabilmente parlerò in futuro, vorrei porre l’attenzione sull’angusto argomento della giustizia e di chi questa giustizia la decide.
Spesso ad attentati terroristici sopraggiungono cori di stupore e di rammarico per quelle povere vittime innocenti, ma presto si manifesta l’ira verso quegli “assassini” e quei distruttori. Sono d’accordo, ma siamo qui e ora confrontiamoci. Nel libro l’autore chiarisce fin da subito che ciò che lui espone - e quindi le sue convinzioni - è solo frutto delle continue influenze esterne che, come una medicina periodica, gli hanno plasmato il carattere e la più intima psicologia, dice quindi con grande talento che se lui stesso fosse nato in un altro posto, con condizioni di vita, familiari e quindi un ambiente totalmente diverso sarebbe stato possibile che tutto ciò in cui ora crede in quel caso credesse il contrario.
In parole più semplici ipotizzando che ci siano due visioni dello stesso argomento, ad esempio la pena di morte, lui ora può credere in una visione, mentre se fosse nato in diverse condizioni sopra citate potrebbe benissimo essere convinto della visione opposta.
Quindi le conclusioni saltano all’occhio velocemente, chi davvero può stabilire una giustizia universale? E anche trovato un personaggio più o meno illustre e/o competente, chi ci dice che ciò che lui pensa sia necessariamente condivisibile? E se qualcuno negasse la sua visione della verità, chi potrebbe stabilire quale sia la migliore?
Vi lascio con queste domande.

Come ultima cosa vorrei fare un ulteriore esempio, per non avere lettori con incomprensioni.
Prendiamo una famiglia cristiana con un figlio, questo ragazzo crescerà con convinzioni strettamente legate al Cristianesimo e quindi sarà contrario all’uccisione, in qualunque forma.
Ipotizziamo però che questo ragazzo cresca in una famiglia satanista, egli verrà istruito alla violenza e lui la considererà giusta a causa delle influenze esterne.

Ora, immaginate di essere cresciuti prima in una e poi nell’altra famiglia e ditemi, è giusto uccidere?

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Dec
04

La finanziaria di Prodi

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Cercherò di essere sintetico.
Ora, la finanziaria del governo di Prodi può essere contestabile in alcuni suoi punti, ma mi dite come si poteva fare meglio? Mi spiego meglio, nonostante ci abbia pensato molto su riconosco che l’attuale governo non poteva non mettere tasse su tasse, in fondo quattro miliardi di euro di buco non si tappano con qualche caramella in meno ai fedeli, ma con manovre finalizzate a tagli e aumenti della tassazione.
Parte del mio pensiero si è concentrata su un punto cruciale, ovvero ho finalmente capito che l’economia piano piano ripartirà anche se con sofferenze iniziali grandi e se le tasse sulle aziende (tutte, grandi e piccine picciò) sono state messe vuol dire che sono stati consultati economisti che non possono non saper fare male il loro lavoro.

Anche un’altra questione mi perseguita, come acciderbolina ha fatto il nostro signor. Berlusconi a nascondere una voragine economica di tali ciclopiche dimensioni?

Sarò grato a chi saprà illuminarmi, ah, io non sono di sinistra, per me il governo perfetto sarebbe con il sottoscritto come presidente del consiglio e fidati collaboratori scelti da me, una dittatura per intenderci seppur una dittatura buona (riconosciuti diritti umani/lavoratori/bambini/donne/deboli etc.)

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