Jul
31

I sei gradi di separazione

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Ho trovato un nuovo social network, non il solito clone di twitter ma questa volta qualcosa di diverso: si tratta di un sito che si prefigge lo scopo di verificare se veramente tutte le persone del mondo si conoscono attraverso i famosi sei gradi di separazione.

Come tutti i social network è in beta privata, però potete ottenere un invito semplicemente collegandovi all’indirizzo del mio account: http://www.openpeople.us/invitation/bayle.

Non ho mai fatto pubblicità, di questo genere, sul mio blog, però mi pare che questa “iniziativa” non sia poi così insensata.

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Jul
29

2.0 per tutti su radio 2

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 Mi limito a segnalare, ché non mi sento di aggiungere nulla.

Domani alle ore 21.00 su Radio 2 durante la trasmissione “Versione Beta” saranno ospiti Markingegno e il Gigicogo.

Cosa ci vanno a fare? Semplicemente a presentare il progetto 2puntozeropertutti che da un po di mesi stiamo portando avanti.

http://2puntozeropertutti.wordpress.com
è un tentativo di far collaborare i blogger per rendere il linguaggio della blogosfera semplice e comprensibile a tutti.

Lo slogan del blog è infatti: la logica e gli strumenti del web 2.0 parlando “come si mangia”!

I blogger coinvolti, per ora, sono i seguenti:
* Diego Petrucci blog
* Il blocco-note di Markingegno
* Mentelab
* Sachacatalano
* Succedeacatepol
* Techandroses
* Webeconoscenza

Che dire, guardate di essere presenti. ;)

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Jun
25

Quali servizi 2.0 utilizzo? (catena)

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Prima di tutto: quello che mi ha passato Sid non è un meme, ma una catena.

Comunque, mi si chiede di elencare i servizi 2.0 che utilizzo, eccoli qua:

  • Comunicare: MSN, Google Talk, Skype, (IRC ma non è 2.0), Twitter
  • Ricerca: Google, Blogbabel
  • Rss Reader: Google Reader
  • Bookmark: Del.icio.us
  • Statistiche: Google Analytics, Feedburner, LLOOGG, Reinvigorate
  • Immagini e Video: Flickr, Youtube
  • Musica: Last.fm
  • Blog: Wordpress, MyBlogLog, Tumblr
  • Cataloghi: aNobii
  • Eventi: Dopplr

E come ogni buona catena va passata, quindi sentiamo: Ninna till the end, Ivan_mez, Kromeboy, Sbontolo, Corpos Mentis, Pippawilson.

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Apr
29

Web 2.0 e democrazia: connubio o forzatura?

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Nicola Mattina ha presentato un’interessante slide sul fatto di quanto veramente sia democratico il web e da dove si debba ispirare la vita reale per migliorarsi.

Lui diceva che finalmente, con i blog, le wiki e i social network, si è realizzata la vera democrazia: tutti possono infatti diventare hub partendo praticamente da zero, solo con proprie forze. Non è difficile infatti creare un blog e se si scrive bene a lungo andare si viene premiati: non è raro infatti trovare blogger che si sono imposti all’attenzione di tutti in poco tempo cominciando a essere seguiti intensamente da vaste schiere di “fans” (perdonatemi il termine).

La presentazione era però concentrata sulla possibilità di equiparare la democrazia di oggi al web2.0, o il contrario, che dir si voglia. Comunque lui abbinava strumenti come social network al nostro peso nella vita reale su amici e parenti, la democrazia stessa che si basa su una sola regola: tutti possono esprimere la propria opinione, quindi si può collegare a strumenti quali wiki e blog. Insomma, secondo lui il web2.0 è la democrazia perfetta, la sua vera apoteosi.

Gaspar, invece, a slide finita è intervenuto dicendo che tutto questo non è vero: sia nella vita reale che su internet non tutti hanno lo stesso peso, quindi non si può parlare di democrazia perfetta in nessuno dei casi. Inoltra diceva che la democrazia non è il frutto di varie visioni del mondo, ma è in sostanza una mediazione tra interessi contrastanti. Quindi è un mero compromesso, senza molti pro e con un buon numero di contro.

Io, per dire la mia, sono d’accordo con Nicola. Non è lo scopo di una sana democrazia attribuire a tutti i cittadini un peso uguale, anzi, la democrazia stessa sprona chi ne fa parte a migliorarsi per portarsi un gradino sopra gli altri. E, nonostante io non approva del tutto (anche se in gran parte), la democrazia deve essere necessariamente questo, altrimenti si cade nel comunismo.

È proprio il comunismo di cui parlava Gaspar, infatti in esso tutti gli individui (teoricamente) devono avere lo stesso peso e potere, diversamente dalla democrazia e dal suo sistema economico, il capitalismo.

Basta guardare il famoso Sogno Americano: gli americani sono fermamente convinti che tutti possano diventare qualcuno, anche se partono dal niente. Ed è questo il vero spirito democratico. Che poi la maggior parte delle volte stiano meglio i figli di papà che quelli che si fanno due palle quadrate per vivere è un altro discorso.

Tutto qui.

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Apr
10

Uno sguardo al web2.0

Una immagine, contenuta in un post di Dario Salvelli, ha catturato la mia attenzione:

Beh, dire che è molto buona è poco. Sono presenti tantissimi servizi e vengono coperti praticamente tutti i campi principali di interesse.

Secondo me c’è da fare una correzione, una grossa correzione: mancano i blog, si perché il blog - per chi lo mantiene - riesce ad intrufolarsi in ogni campo, dalla reputazione alla pubblicazione, dai “dettagli” agli Hobby per finire fino alla conoscenza. Non credete?

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Apr
02

Pensieri dalle nuvole, il mio spazio su Tumblr

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Ho appena creato uno spazio/blog/come volete chiamarlo su Tumblr, qui l’indirizzo: Pensieri dalle nuvole

Parto però con qualche pregiudizio sulla sua utilità, un po’ come feci a suo tempo con Twitter, sperando però che mi possa sbagliare.

Tanto che ci sono vi metto anche il feed Rss, non si sa mai: Feed

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Mar
07

Quanti e quali servizi Web 2.0 usate?

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È da tanto temo che mi gira in testa questa domanda, secondo me se ognuno scrivesse una lista con i servizi “web2.0″ che usa si potrebbero fare delle belle scoperte, ma soprattutto utili. Non penso che sia tanto faticoso e per questo vi invito tutti a farlo, sia scrivere i nomi e basta che aggiungere una piccola descrizione che spieghi meglio a cosa serve quel determinato servizio o sito.

Per dare il buon esempio, comincio io: :)

1. Del.icio.us: credo sia il più conosciuto al mondo, permette di salvare i propri preferiti su un loro server e assegnarli delle determinate parole (tag) per ritrovarli più facilmente in seguito.
2. Digg: non è un vero e proprio servizio, ma uno strumento per segnalare le news che si reputano più importanti. Ogni tanto traggo ispirazione da questo per scrivere i miei post.
3. Reddit: simile a Digg, ma più orientato verso certi aspetti, compresa la programmazione.
4. Cocomment: permette, grazie ad una estensione per firefox, di seguire le risposte ai nostri commenti in tutti i blog e siti possibili, molto utile se il blog nel quale si commenta non offre strumenti per ricevere nella email i commenti posteriori al nostro.
4. Moneytrackin‘: con moneytrackin’ si può gestire la propria contabilità online, mette a disposizione un’infinità di strumenti ed è finanziato anche dal fondatore di FON.
5. Google Reader: ho di recente abbandonato Bloglines per questo lettore di feed, lo reputo due spanne avanti all’oramai obsoleto lettore di Bloglines.
6. GMail: l’ho per ultima perché credo sia il più scontato dei servizi 2.0, è una casella di posta controllabile tramite un’interfaccia completamente sviluppata in AJAX con due gigabyte di spazio disponibile.

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Mar
04

Italia dei valori su Second Life, forse qualcosa comincia a girare per il verso giusto

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Ho scoperto, tramite il blog del ministro Antonio Di Pietro, che l’Italia dei Valori ha appena comprato una sua isola su Second Life a completa disposizione di coloro che vogliano chiedere delucidazioni sul partito, dei giornalisti o quant’altro.

Riprendo il post di Di Pietro, per farvi capire un po’ meglio:


Per il momento ho acquistato un’isola e piantato una bandiera dell’Italia dei Valori. L’isola sarà presto attrezzata con uffici, sale conferenze e punti informativi sulle iniziative dell’Italia dei Valori. Sull’isola i visitatori in futuro saranno accolti da persone dell’Italia dei Valori attraverso la loro rappresentazione virtuale. L’isola sarà inoltre utilizzata per incontri sia interni che con i giornalisti.

Per ora come dice lui c’è solo una bandiera, pochetto insomma. L’immediato futuro si prospetta però benevolo dato che c’è una seria intenzione di creare qualcosa di bello e di utile che possa essere un’arma in più per il partito.
Dal mio canto, non condivido gli ideali di questo partito, ma sempre più si sta imponendo sul web ed è, finora l’unico, partito italiano che sta seriamente considerando questo strumento come un nuovo metodo per interfacciarsi ai cittadini.

Beh, che dire, complimenti ministro. Altre dettagli importanti secondo me sono il fatto che il blog di Di Pietro rilasci il contenuto secondo la licenza Creative Commons, cosicché tutti possano citare i suoi articoli liberamente.

Forse, il futuro è più roseo di quanto sembri. Se solo un partito di maggiore popolarità si mettesse a fare almeno un quinto di ciò che fa su internet L’Italia Dei Valori ci potrebbe essere una rivoluzione, tutta a vantaggio dei cittadini.

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Feb
26

Speranze afflitte da carenza d’interesse

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Beh, questa deve essere una buona stagione per me perché scrivo titoli degni del miglior giornale d’Italia!

Sto scherzando ovviamente, ma anche se non potrebbe sembrare la frase “Speranza afflitte da carenza d’interesse” riepiloga bene la situazione di tutto ciò che i markettari amano chiamare Web 2.0 rispetto ai giovani, ovvero coloro che per primi, a rigor di logica, dovrebbero impadronirsi di questi strumenti assai efficaci per giostrare meglio la nostra vita sul web.
Che internet oramai sia una realtà quotidiana per gli adolescenti è un dato di fatto, sento spesso discorsi con tematiche legate alla rete, ma occorre specificare di quale rete si sta parlando, tutti i giorni i miei compagni di scuola si collegano ad internet ma la fonte del mio malumore deriva dal fatto che lo fanno solo per chattare su MSN.
Okay mi direte voi, in fondo è un buon segno che i giovani d’oggi utilizzino strumenti di comunicazione così efficaci, ma non è tutto oro quello che luccica.

Vi racconto un aneddoto che può aiutarvi nella comprensione della questione:
Di recente degli scienziati sono riusciti, dopo alcuni anni di lavoro, ad insegnare ad alcune scimmie a contare fino a cento, un ottimo risultato che non può fare altro che bene alla ricerca e che dimostra - almeno in parte - la straordinaria capacità dei nostri più vicini cugini di utilizzare la mente come noi stessi quotidianamente ne facciamo uso.
Il problema si pone però subito, infatti le scimmie hanno si imparato a contare fino a cento, ma non capiscono che dopo il cento c’è il centouno e dopo questo ancora un altro numero e così via, non riescono ad afferrare in pratica il concetto di infinito, concetto che si è rivelato molto importante per la nostra evoluzione.
Anche un bambino di due-tre anni magari non riesce a contare più di cento, ma si sa per certo che lui - anche inconsciamente - sa che c’è qualcosa più grande della quantità “cento” , qualcosa più grande ancora di quest’ultima e così per X+1 direbbero i matematici, ovvero per un infinito numero di volte.

Il collegamento all’utilizzo delle tecnologie da parte degli adolescenti è rapido, questi ultimi usano MSN e Wikipedia, ma non hanno voglia di scoprire cose nuove, a loro “basta ciò che hanno”.

La situazione è triste, ma forse sto chiedendo troppo. Noi ci scandalizziamo quando un novizio ci chiede a cosa serve l’antivirus ma non ci rendiamo conto che siamo talmente egocentrici da volere ed esigere che gli altri si debbano adattare e debbano utilizzare le nostre tecnologie, mentre magari il falegname non si scandalizzerà quando gli chiederemo per l’ennesima volta come mai taglia in quel modo l’asse di legno.

Che ne pensate? Siete d’accordo con me?

PS: questo post è venuto alla luce grazie all’inspirazione data da Maistrello, devo ringraziarlo per avermi fatto scrivere su un argomento che di recente avevo completamente tralasciato.

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Sep
28

OpenDrink, bevande OpenSouce

Recentemente mi sono imbattuto in OpenDrink, un sito con l’intento di creare una grosso archivio di ricette disponibili gratuitamente.

OpenDrink project logoTutto nasce dal ricordo di OpenCola, la prima Cola con ricetta non-segreta; infatti tutti possono condividere le proprie esperienze scrivendo, modificando o perfezionando ricette esistenti sul sito; ma ecco una migliore descrizione tratta dal sito:

“Di solito si parla di opensource quando di mezzo ci sono dei software, ma è sbagliato credere che solamente i programmi possano seguire la filosofia open source.
Questo progetto infatti si dedica alle bevande e alle loro ricette.
Desideriamo raccogliere insieme le ricette che sono frutto del lavoro di una o più persone, e renderle libere e disponibili a tutti.
Ci piacerebbe inoltre aiutare lo sviluppo e la creazione di nuove idee.
Con OpenDrink vogliamo uscire dai classici schemi commerciali, dove le grandi aziende (per fare un esempio) nascondono e conservano gelosamente il loro lavoro per produrre una bevanda.
Noi vogliamo imparare e crescere, e soprattutto vogliamo essere liberi di conoscere quello che beviamo.”

Credo che l’obbiettivo di questo progetto sia nobile, ma pur potendo sembrare (sembrare, non essere) inutile, è un grande passo avanti che non può far altro che giovare a tutta la comunità italiana.

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Aug
10

Web 2.0, croce e delizia di internet

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E’ da un bel pò di tempo che si parla del tanto acclamato e blasonato web 2.0, ma facciamo realmente chiarezza sulla questione.

Dato che il mio post vuole essere solo un commento alla situazione, lascerò il compito di approfondire ad altri blogger, linkando i loro articoli.

Prima di tutto, cos’è il web 2.0 (e Ajax)? Lo spiega bene questo video creato da Micheal Arringtong, anche se in inglese; per chi non è pratico della lingua consiglio l’articolo di Wikipedia, ben fatto anche se un pò corto.

Il fulcro della questione si focalizza però su ambiti come l’advertising e soprattutto sulla reale concezione del mondo 2.0.

Troppo spesso si parla bene del nuovo modo di fare internet, senza mai però fare chiarezza su tutto ciò che lo riguarda da vicino; nel post su Marketingroutes viene analizzato il concetto stesso di Web 2.0, portando aspre critiche.

Personalmente sono d’accordo, ci si fa confondere dalla gioia della tecnologia ajax e da tutti questi loghi gommosi e scritte beta, quando forse nemmeno la metà di questi siti hanno le caratteristiche giuste e nemmeno le tecnologie giuste.

Tornando però al post di Alessandro Longo, non posso non dargli ragione sul fatto che il web 2.0 sta coinvolgendo sempre di più il visitatore, che non è più il destinatario del messaggio, ma ne è parte integrante. (Nota: ho ripreso le parole dal suo post, non vedo il bisogno di cambiarle, sono giustissime.)

Ora, sta a voi dire la vostra su questa situazione, che vi piaccia o meno, che ve ne sentiate parte o no; insomma, sfogate le vostre idee.

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