Apr
29

Web 2.0 e democrazia: connubio o forzatura?

Web 2.0       Share This    Trackback

Nicola Mattina ha presentato un’interessante slide sul fatto di quanto veramente sia democratico il web e da dove si debba ispirare la vita reale per migliorarsi.

Lui diceva che finalmente, con i blog, le wiki e i social network, si è realizzata la vera democrazia: tutti possono infatti diventare hub partendo praticamente da zero, solo con proprie forze. Non è difficile infatti creare un blog e se si scrive bene a lungo andare si viene premiati: non è raro infatti trovare blogger che si sono imposti all’attenzione di tutti in poco tempo cominciando a essere seguiti intensamente da vaste schiere di “fans” (perdonatemi il termine).

La presentazione era però concentrata sulla possibilità di equiparare la democrazia di oggi al web2.0, o il contrario, che dir si voglia. Comunque lui abbinava strumenti come social network al nostro peso nella vita reale su amici e parenti, la democrazia stessa che si basa su una sola regola: tutti possono esprimere la propria opinione, quindi si può collegare a strumenti quali wiki e blog. Insomma, secondo lui il web2.0 è la democrazia perfetta, la sua vera apoteosi.

Gaspar, invece, a slide finita è intervenuto dicendo che tutto questo non è vero: sia nella vita reale che su internet non tutti hanno lo stesso peso, quindi non si può parlare di democrazia perfetta in nessuno dei casi. Inoltra diceva che la democrazia non è il frutto di varie visioni del mondo, ma è in sostanza una mediazione tra interessi contrastanti. Quindi è un mero compromesso, senza molti pro e con un buon numero di contro.

Io, per dire la mia, sono d’accordo con Nicola. Non è lo scopo di una sana democrazia attribuire a tutti i cittadini un peso uguale, anzi, la democrazia stessa sprona chi ne fa parte a migliorarsi per portarsi un gradino sopra gli altri. E, nonostante io non approva del tutto (anche se in gran parte), la democrazia deve essere necessariamente questo, altrimenti si cade nel comunismo.

È proprio il comunismo di cui parlava Gaspar, infatti in esso tutti gli individui (teoricamente) devono avere lo stesso peso e potere, diversamente dalla democrazia e dal suo sistema economico, il capitalismo.

Basta guardare il famoso Sogno Americano: gli americani sono fermamente convinti che tutti possano diventare qualcuno, anche se partono dal niente. Ed è questo il vero spirito democratico. Che poi la maggior parte delle volte stiano meglio i figli di papà che quelli che si fanno due palle quadrate per vivere è un altro discorso.

Tutto qui.

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Apr
28

Che poi il barcamp non era mica come me lo aspettavo

Internet       Share This    Trackback

Beh, sono stato al barcamp quest’oggi, in quel di Genova. Che tra l’altro ha un centro storico bellissimo, ma il resto fa cagare. (perdonatemi) :)

Dicevo, sono stato allo ZenaCamp e per dirla tutta nonostante sia stato il mio primo evento del genere non mi sono trovato tanto male, anzi, mi dispiace solo non aver potuto conoscere certe persone, tutto perché mi sono vergognato. E ci credo direte voi, con quella faccia che ti ritrovi!

No, non è questo il punto. Il fatto è che ho visto personaggi così illustri da avere un magico tappeto rosso che si prostava dinnanzi ai loro piedi, ma a me non piace un granché conoscere i vips (o blogstar, che dir si voglia) solo perché sono vips. Mi piace parlare con gente più normale, non dico più semplice che non sarebbe vero, ma meno conosciuta e quindi con un briciolo di umiltà in più. Sia chiaro, non voglio criticare nessuna blogstar, ma è che una certa purezza si perde con la fama. E succede a tutti, indipendentemente.

Così mi sono ritrovato a parlare con Ricir, gran bella persona, anche se parla un po’ troppo sottovoce (sarà mica perché eravamo nel bel mezzo di una presentazione? :) ), poi a pranzo, come da copione, mi sono trovato un angolino piccino piccì per pranzare con calma. Li si è seduto anche Daniele (non vorrei sbagliare il nome) e 2Spaghi, di cui non ricordo il nome.

A parlare di queste cose mi sembra di essere uno del grande fratello… :) Passiamo avanti. Ci sono state delle buone presentazioni e di alcune parlerò domani o uno di questi giorni, ma vi devo necessariamente parlare di lui. Parlo di Vittorio Pasteris. Era fantastico: uno perché ha messo in piedi una bella discussione sui barcamp, due per come era vestito: capelli disordinati (sarà stato un effetto voluto?), maglietta ufficiale del barcamp, pantaloncini e calzettoni. :D Continua così Vittorio, rock on!

Passiamo alle conclusioni: lo so, ho parlato di niente per tutto il post, ma vi avevo avvertito, e poi si sa che i post dopo eventi così son tutti così mielosi. Vabbè, intanto comincio a buttar giù qualcosa sulla presentazione democrazia2.0 di Nicola Mattina, così ne vien fuori un bel post.

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Apr
27

La rana e lo scorpione

Yaab       Share This    Trackback

È da qualche giorno che cerco un nuovo tema per questo blog, quello che uso ora è un po’ troppo spento per i miei gusti, magari poi lo vorrei di quelli belli lampanti, di quelli che li guardi e dici: “Toh, 2.0″. ;)

Non son qui per parlare di queste bischerate, però come mi piace fare tanto a me vi chiedo un consiglio, se avete trovato qualche tema in giro per la rete che vi piace segnalatemelo, che così si fa una bella scelta tutti insieme.

Ora, so che questo è un post di dubbia utilità, ma continuo a scrivere (sarà mica una sindrome da blogger?). Ricordo infatti a tutti i lieti visitatori che domani si piantano le tende allo ZenaCamp, tanto per fare due chiacchere qua e la. Che poi son sicuro che con qualche blogger mi ci incazzo, questo è certo. È nella mia natura, come diceva Max Pezzali in una vecchissima canzone.

Poi, tanto per conlcudere, mi sono accorto che scegliere i titoli per i post è una cosa difficilissima, forse più che scrivere i post stessi. Sarà che io non son tanto bravo a scrive’, sarà che io li sbaglio sempre tutti, o sarà che è così. Però, a me, scegliere i titoli vien proprio difficile.

Ma di questo ne riparliamo, ora non è il momento. ;)

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Apr
14

Andiam, andiam, andiamo a campeggiar!

Blogging       Share This    Trackback

Mi ero ripromesso di parlare dello ZenaCamp, fin troppe volte. Tempo fa, dopo l’approvazione dei miei genitori, decisi di partecipare a questo barcamp conscio che la località non sarebbe stata troppo astrusa da raggiungere (Genova non è affatti lontana da Lucca), misi la mia “firma” sulla pagina apposita e via, ero iscritto.
Poi, col tempo, mi sono scordato di questo evento. Orrore! Il problema non sono io -dato che non faccio un ca**o a giornate, ma mi pa’ che dovrà prendere un’intera giornata di permesso per accompagnarmi…Chissà quanti santi e madonne tirerà fuori appena glielo ricorderò!

Bischerate a parte, consiglio a tutti coloro che ne hanno la possibilità di partecipare ad un barcamp per una serie di motivi. In primis perché in quei luoghi c’è una densità di blogger spaventosa, le ultime stime parlano di due milioni di blogger al metro quadro, in secondo luogo perché si conosce tanta gente nuova con le stesse nostre passioni. Terzo, beh, perché si cazzeggia.

Una domanda mi potreste fare: ma te che non hai mai partecipato, come fai a sapere com’è l’atmosfera, la situazione o quant’altro? Beh, avete ragione, non lo so. Ma me lo immagino. Ho letto tanti post sui barcamp e mi sembra di aver capito un minimo come funzionano.

Dimenticavo, ecco la ragione fondamentale per partecipare: le magliette! Verranno regalate le magliette dell’evento. Quindi, da buon tirchio lucchese che sono, parteciperò al 90% per quel motivo!!!

PS: dimenticavo, lo ZenaCamp sarà il 28 aprile.

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