Sai che devo dirti grazie?
Grazie, ale.
Grazie, ale, io non scrivo come te, questo lo sai, ale?
Io non riesco a mettere diecimila virgole dentro ad una frase, non riesco a scrivere come se chi scrive fosse un bambino, che però questo bambino scrive come uno grande.
Grazie, ale, non credevo in te, questo lo sai, ale? Mi sono fatto adulto in un attimo, cavolo mi c’è voluto tanto, e con quell’attimo mi sono giocato tutto, mi sono giocato l’unica cosa che gli adulti non hanno ma i bambini si, che poi è la cosa più importante, senza ombra di dubbio.
Grazie, ale, grazie. Parlavo degli occhi, questo lo sai, ale?
Mi sono perso tante volte mentre delle lettere scorrevano su di uno schermo, mi sono perso nel vuoto. A viaggiare. Perché era quello lo scopo, ne sono sicuro, devono farti viaggiare per farti scoprire, anzi, uso il verbo giusto, devono farti vedere. Perché era quello il loro scopo, ne sono sicuro, di farti vedere.
Grazie, ale, grazie. Sono fragile ed insicuro, questo lo sai, ale?
Mi faccio prendere dal momento, e non mi fa vedere più le cose come le vedrebbe un bambino, quel momento. Così mi rendo fragile, e sono debole perché di quel momento io ne sono convinto; ma ti ho già spiegato l’errore.
Sai, ale, e questo non lo potevi sapere, sai ale che devo dirti grazie? Si perché mi viene a guardarti questo grazie, a guardarti con gli occhi di un bambino, mi viene.
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4 Comments
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May 20th, 2007 at 11:26 pm
Ma alla fine… l’aranciata… l’aveva pagata?!
Ciao,
P|xeL
May 21st, 2007 at 8:48 am
May 21st, 2007 at 1:05 pm
se ascolti me, finché sei a scuola, non scrivi come me. poi, dopo, fai come vuoi.
a scuola insegnano che quando scrivi ci devi metter dentro tutte le cose che sai, per prender dei bei voti, poi quando non ti serve più scriver per la scuola impari che non importa di scriver le cose che sai per renderti bello agli occhi altrui, che fuori dalla scuola è un po’ la scrittura di quelli che giran col cayenne (se solo sapessero scrivere)
no?
grazie a te
ale
May 23rd, 2007 at 11:32 pm
[…] Sai che devo dirti grazie? […]