Web 2.0 e democrazia: connubio o forzatura?
Nicola Mattina ha presentato un’interessante slide sul fatto di quanto veramente sia democratico il web e da dove si debba ispirare la vita reale per migliorarsi.
Lui diceva che finalmente, con i blog, le wiki e i social network, si è realizzata la vera democrazia: tutti possono infatti diventare hub partendo praticamente da zero, solo con proprie forze. Non è difficile infatti creare un blog e se si scrive bene a lungo andare si viene premiati: non è raro infatti trovare blogger che si sono imposti all’attenzione di tutti in poco tempo cominciando a essere seguiti intensamente da vaste schiere di “fans” (perdonatemi il termine).
La presentazione era però concentrata sulla possibilità di equiparare la democrazia di oggi al web2.0, o il contrario, che dir si voglia. Comunque lui abbinava strumenti come social network al nostro peso nella vita reale su amici e parenti, la democrazia stessa che si basa su una sola regola: tutti possono esprimere la propria opinione, quindi si può collegare a strumenti quali wiki e blog. Insomma, secondo lui il web2.0 è la democrazia perfetta, la sua vera apoteosi.
Gaspar, invece, a slide finita è intervenuto dicendo che tutto questo non è vero: sia nella vita reale che su internet non tutti hanno lo stesso peso, quindi non si può parlare di democrazia perfetta in nessuno dei casi. Inoltra diceva che la democrazia non è il frutto di varie visioni del mondo, ma è in sostanza una mediazione tra interessi contrastanti. Quindi è un mero compromesso, senza molti pro e con un buon numero di contro.
Io, per dire la mia, sono d’accordo con Nicola. Non è lo scopo di una sana democrazia attribuire a tutti i cittadini un peso uguale, anzi, la democrazia stessa sprona chi ne fa parte a migliorarsi per portarsi un gradino sopra gli altri. E, nonostante io non approva del tutto (anche se in gran parte), la democrazia deve essere necessariamente questo, altrimenti si cade nel comunismo.
È proprio il comunismo di cui parlava Gaspar, infatti in esso tutti gli individui (teoricamente) devono avere lo stesso peso e potere, diversamente dalla democrazia e dal suo sistema economico, il capitalismo.
Basta guardare il famoso Sogno Americano: gli americani sono fermamente convinti che tutti possano diventare qualcuno, anche se partono dal niente. Ed è questo il vero spirito democratico. Che poi la maggior parte delle volte stiano meglio i figli di papà che quelli che si fanno due palle quadrate per vivere è un altro discorso.
Tutto qui.
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